
LR VICENZA. NELLA TRASFERTA A VERCELLI SERVE LA VERA CAPOLISTA
L’11 giugno del 1911 la Pro Vercelli sconfisse il Vicenza per 3-0 nella finale di andata del campionato di Prima Categoria (la Serie A di
Quinta vittoria (quarta consecutiva) per l’LR Vicenza nella trasferta a Fontanafredda sul campo pro tempore della neopromossa Dolomiti Bellunesi, guidata dall’ex giocatore e allenatore biancorosso Nicola Zanini.
Il Lane resta così al primo posto della classifica insieme con il Lecco, con cui condivide anche il percorso in campionato fatto finora: vittoria al debutto, poi un pareggio e via con un poker tutto vincente. La squadra di Gallo ha una differenza reti leggermente migliore con 13 gol all’attivo e 2 al passivo a fronte degli 11 e 3 dei comprimari e, quindi, i rispettivi rendimenti si possono valutare equivalenti.
Vicenza e Lecco sono le due sole squadre che hanno cominciato il campionato con continuità pur con punti di partenza diversi, visto che i biancorossi rientravano nel lotto dei predestinati al primo posto mentre la squadra lombarda non è stata mai citata fra le favorite. Quindi per il Lane si può parlare della conferma del ruolo che gli era stato unanimemente attribuito mentre al Lecco spetta quello di rivelazione.
Dopo i primi sei turni, alle spalle del duo di testa le cose non stanno affatto andando come ci si poteva aspettare. Lo stesso Brescia, che occupa la terza posizione a -3, non ha affatto cominciato bene il suo percorso e ha rischiato addirittura di perdere ieri la seconda partita in casa raggiungendo sull’1-1 il Novara (in 10 già dalla fine del primo tempo) solo al 97′. Il Cittadella, altro protagonista pronosticato, è addirittura quartultimo e in zona play out, alle prese con una crisi totale che lo ha penalizzato di quattro stop di fila, e pure il Trento, che, se non era fra le top, almeno aspirava a entrarci, è invece fuori dall’area play off e non ha più vinto una partita dopo quella di Gorgonzola al debutto.
Pur tenendo conto della relatività della classifica dopo appena sei gare, a ben guardare dalla quarta alla decima posizione si trovano solo squadre di seconda fascia oltre alla matricola Inter Under 23, che Stefano Vecchi sta portando progressivamente al rendimento che serve in categoria. Fra le due capolista e la Pro Patria penultima (la Triestina super penalizzata non è un riferimento) ci sono già 14 punti di distacco e tutto il resto della graduatoria si sviluppa molto allungato.
L’indicazione che si ricava da questo primo scorcio di campionato è che, salvo sorprese, la corsa per la vittoria finale potrebbe essere circoscritta fra due o tre squadre e che se la aggiudicherebbe chi ha più continuità e fa più punti negli scontri diretti sulla falsariga dell’anno scorso.
Il Vicenza di Gallo assomiglia molto al Padova che ha vinto il campionato 2024-2025: non ha un gioco spettacolare, non è dominante e, anzi, spesso subisce gli avversari, ma, come i biancoscudati, ha una tenuta difensiva eclatante ed è capace di vincere partite complicate se non apparentemente compromesse.
Il copione in campo della squadra di Gallo sembra autolesionistico perchè, a parte nella prima di campionato culminata nella manita al Lumezzane e a Ospitaletto, ha sempre dovuto aspettare il secondo tempo per conquistare i tre punti. Atteggiamento ad alto rischio perchè le cose in campo possono anche non permettere questa gestione del risultato.
Con la Dolomiti i primi 45′ biancorossi sono stati i peggiori del campionato: la squadra è stata letteralmente in balia degli avversari e avrebbe potuto anche finire sotto di due gol. Aggrediti e spaesati, i biancorossi sono mancati in ogni zona del campo e solo l’elettroshock del pareggio di Rauti (nella foto) a tempo scaduto (in fuorigioco? inutili le proteste dei bellunesi e inservibili le immagini FVS) e il probabile cazziatone di Gallo durante la pausa hanno scosso il gruppo, che ha infatti dominato la ripresa in combutta con il prevedibile calo della Dolomiti dopo un primo tempo a tutto gas.
Rauti ha conquistato i galloni di miglior marcatore del torneo segnando la seconda doppietta consecutiva ed ha dimostrato di meritare un posto da titolare fin dall’inizio anzichè da cambio, quale finora Gallo lo aveva relegato ad essere. Se manterrà questa forma, l’ex torinista (anche quest’anno in prestito) si candida a protagonista fra i goleador stagionali.
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