
LR VICENZA. I DUE STRIKE DI GAGNO E STUCKLER ILLUMINANO LA PARTITA CON IL NOVARA
Ci sono partite che hanno pochi contenuti perchè nei protagonisti mancano motivazioni, agonismo e qualità ma che, alla fine, lasciano qualcosa di concreto per degli
La formazione iniziale dell’Ospitaletto, contro cui L’LR Vicenza ha conquistato l’11° successo consecutivo al Menti, comprendeva un 2007, un 2005 e tre 2004. I biancorossi si sono, quindi, trovati di fronte una mezza Under e, per di più, nemmeno di gran livello. Ciò non ostante la capolista ha sì incamerato i tre punti ma ha anche inscenato una prestazione non degna del suo ruolo attuale e non all’altezza della sua qualità.
Il Lane aveva giocato malino anche a Lumezzane ed è scontato collegare quella prestazione con questa con l’Ospitaletto, con il risultato di mettere a fuoco una involuzione nel gioco del Vicenza che non si può considerare occasionale ma ha una continuità.
Ricorda l’andazzo del Padova nello scorso campionato che, proprio in questo periodo, cominciò a rallentare fino a farsi raggiungere e superare proprio dai biancorossi. Difficile che, quest’anno, la storia si ripeta perchè è diverso il contesto non avendo il Lane un avversario di pari livello come, invece, proprio esso era stato nel 2025-2026 per i biancoscudati.
Nel campionato in corso c’è un solo leader e ci sono tre squadre che concorrono per il secondo posto, come dichiara esplicitamente la classifica di mid season. È, quindi, più probabile una seconda metà del calendario in cui il Vicenza possa continuare a gestire il proprio primato, superando senza ansie la fase di appannamento che sembra appena iniziata, e in cui le inseguitrici facciano storia a se puntando al miglior piazzamento nei play off.
Vicenza-Ospitaletto è stata una brutta partita e la responsabilità se la devono spartire tutte e due le protagoniste anche se con imputazione diverse: i bresciani hanno pagato palesi limiti tecnici e tattici, i biancorossi hanno un po’ tirato a campa’ consapevoli forse che bastava il minimo sindacale per aggiudicarsi la vittoria.
Il consuntivo è che si è visto calcio per appena 5 minuti, precisamente i primi della partita fino al gol di Cuomo (nella foto), poi il confronto si è spento con un diverso copione: il Lane, che era partito altissimo, è progressivamente sceso e ha lasciato l’iniziativa a un Ospitaletto che, magari, sullo 0-0 avrebbe potuto costruire meglio la sua partita ma che, chiamato a impostare e finalizzare, ha mostrato tutti i limiti di una squadra che ha il solo obbiettivo di salvarsi. I bresciani non sono riusciti a fare un tiro in porta in 96 minuti e questo dato dice tutto.
Gallo non è riuscito stavolta ad ottenere dai suoi quello che avrebbe voluto e il segno più tangibile della sua insoddisfazione è stato il cambio di Costa, lasciato negli spogliatoi nell’intervallo. Il capitano era stato meno efficace del solito e si era beccato un giallo per un fallo che poteva evitare (che gli costerà un’altra giornata di squalifica essendo diffidato), ma non era stato il peggiore in campo.
Si è vista una coppia di attaccanti ben poco incisiva e coordinata, con Stuckler che non trovava posizione e Capello (in sostituzione di Morra) impegnato in un moto perpetuo sempre lontano dalla porta e perfino in arretramenti inutili vista la pericolosità dell’Ospitaletto. Nella ripresa gli è subentrato Rauti, ormai l’ombra del brillante protagonista delle prime giornate.
Come a Lumezzane il centrocampo è stato il reparto meno in palla. Pellizzari ha preso il posto di Alessio come mezzala sinistra, ma nè lui nè il suo pendant Zonta hanno lasciato tracce memorabili. Tribuzzi, esterno destro, è partito bene e poi è incappato in una serie di errori tecnici che devono averlo un po’ avvilito e ha dato il cambio a Caferri, meno vivace che in altre occasioni. Sulla fascia opposta Gallo ha messo in campo Talarico al posto di Costa, ma il n. 44 si è mangiato due gol facili facili e non è proprio stato all’altezza del capitano. Carraro, infine, ha fatto la sua solita parte e nemmeno in questa occasione ha fatto un upgrade.
Della difesa si può dir poco perchè si misurava con un attacco avversario a dir poco inesistente, ma non ha per questo dato un gran contributo alla costruzione delle azioni, tant’è che Gagno a un certo punto ha cominciato a calciare le rimesse direttamente verso gli attaccanti.
GIANNI POGGI

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