
LR VICENZA. I DUE STRIKE DI GAGNO E STUCKLER ILLUMINANO LA PARTITA CON IL NOVARA
Ci sono partite che hanno pochi contenuti perchè nei protagonisti mancano motivazioni, agonismo e qualità ma che, alla fine, lasciano qualcosa di concreto per degli
Più festa che calcio nella domenica speciale dell’LR Vicenza. Era, infatti, la giornata della grande sfida con l’Union Brescia, prima contro seconda in classifica, due squadre di rango a dispetto dei 22 punti che le separano, ma era anche il giorno della doppia festa per la vittoria del campionato e per la promozione in Serie B. Dei due appuntamenti, quello che ha avuto più successo è stato il secondo perchè il big match è stato solo discreto ed è finito, con lo stesso punteggio dell’Andata, con un giusto pareggio mentre la festa popolare è stata travolgente sia allo stadio Menti che, poi, in piazza dei Signori.
In questo confronto il Brescia aveva ovviamente più motivazioni del Lane, perchè puntava a difendere il secondo posto e a consolidare il vantaggio sulle inseguitrici Lecco e Trento. Per i biancorossi l’obbiettivo non era così primario perchè si focalizzava, oltre che sull’orgoglio di capolista, piuttosto sulla mira di eguagliare il record assoluto di punti finali, ancora matematicamente possibile a condizione di vincere tutte le partite fino a fine campionato.
Anche in questa occasione i giocatori biancorossi hanno confermato la propria professionalità con una prestazione intensa e concentrata, fugando ogni ipotesi di rilassamento. Il Brescia, pur menomato da una decina di assenze di titolari che ha costretto l’allenatore Eugenio Corini a portare in panchina solo 10 riserve quasi tutte in età Primavera, ha a sua volta giocato alla pari con il Lane e, diversamente da tanti altri che, così facendo senza averne i mezzi, l’avevano pagata cara, ha retto bene il confronto.
Il match è stato bello e spettacolare nel primo tempo, in cui per larghi tratti il gioco è stato da categoria superiore e si sono concentrati i fatti salienti (il rigore sbagliato da Carraro e i due gol), nella ripresa si è, invece, un po’ ammosciato e, soprattutto nell’ultima parte, ha lasciato intendere che il pareggio accontentava tutti.
Sul campo, però, è stato sempre incombente e prevalente quanto succedeva sugli spalti, dov’erano convenuti più di 11.000 spettatori muniti di bandierine maglie e sciarpe coi colori sociali, che hanno incorniciato dall’inizio alla fine il verde del prato. Si percepiva la voglia di festa e l’attesa crescente dell’ultimo minuto della gara per avviare la lunga fase dei festeggiamenti.
L’analisi tecnica si limita, a proposito del Vicenza, a evidenziare che Fabio Gallo non ha cambiato di una virgola il suo format preferito proponendo nell’11 iniziale solo un paio di cambiamenti (Rada nel ruolo di mezzala sinistra e Capello come seconda punta) e utilizzando nella ripresa tutti i cambi a disposizione. Tatticamente si è visto il solito gioco, magari meno incisivo sulle fasce e con una prima linea leggera il cui peso ricadeva quasi solo su Stuckler, visto che Capello indietreggiava spesso a centrocampo. Con i cambi dopo l’ora di gioco, Gallo sostituiva le due punte, le due mezzali e il quinto di destra ma non cambiava nulla nell’assetto e nel rendimento.
Corini ha messo in campo il meglio che aveva a disposizione con una buona gestione delle fasi grazie alla capacità dei suoi sia di arretrare quando la palla era del Lane (e quasi sempre la difesa passava a 5) sia di far salire la squadra quando l’azione diventava offensiva ed era necessario dar man forte all’unico attaccante Crespi. Anche il Brescia ha usato tutti i cambi ed è passato alla coppia di punte senza peraltro creare più occasioni sotto porta.
Gallo aveva pronosticato che sarebbe stata una bella partita ed ha avuto ragione. Il suo Vicenza si è confermato unito e convinto. Il Brescia, recuperando tutti i titolari, si prepara a un play off importante.
GIANNI POGGI

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