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LR VICENZA. NUMERI TRIONFALI A METÀ CAMPIONATO PER UN LANE NO LIMITS

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Numeri trionfali per la semestrale (cioè il bilancio di metà esercizio) dell’LR Vicenza: 15 vittorie, 4 pareggi e zero sconfitte, primo posto in classifica con un vantaggio così ampio sulle più accreditate concorrenti che ovviamente non è definitivo ma di sicuro gestibile senza patemi. E ancora: unica squadra professionistica italiana imbattuta, miglior attacco e miglior difesa del girone, inviolabilità del Menti di due anni e 13 giorni, 49 punti a metà campionato (in proiezione 98 finali, record assoluto per la C), campione d’inverno con tre turni d’anticipo.
Nella scorsa estate chi l’avrebbe detto, nel clima depresso per la doppia consecutiva mancata promozione, che, a Natale 2025, la situazione sarebbe stata questa? I più ottimisti si aspettavano sì una squadra da primi posti ma non certo un Vicenza no limits come quello creato da Gallo e Zamuner. Che, intendiamoci, non è “lo squadrone che tremare il mondo fa” come si diceva del Bologna Anni Trenta, perchè non gioca in modo spettacolare, non ha campioni in rosa e quasi mai azzera gli avversari, ma ha una grande e rara qualità: la solidità. Il Vicenza è forte come gruppo e nei singoli, è compatto e continuo, sbaglia pochissimo e gli errori sono veniali e rimediabili, è legato da un fil rouge che avvolge tutte le componenti tecniche e dirigenziali.
Margini di miglioramento ce ne sarebbero, ma la domanda da farsi per il prosieguo del campionato è, piuttosto, se serva davvero un miglioramento per conquistare il primo posto finale. Tutto lascia prevedere, infatti, che il rendimento continuerà a essere quello che è stato nella prima metà del calendario e che, quindi, i biancorossi potranno permettersi un girone di Ritorno di pura gestione e una promozione con l’anticipo di qualche giornata.
Ci sarà senz’altro l’impennata di qualcuna delle inseguitrici ma con l’obbiettivo di accaparrarsi il miglior piazzamento per i play off, certo non di coronare l’inseguimento della capolista, impresa che riuscì al Lane dello scorso campionato rispetto al Padova. E proprio al Padova assomiglia un sacco il Vicenza di quest’anno, non bello ma concreto, capace di ottenere in un modo o nell’altro i tre punti, in qualche occasione in sofferenza ma alla fine vincente.
Tutto questo è stato il Lane nel match con la Triestina, vinto con un unico gol segnato quasi alla mezzora del secondo tempo, un po’ in difficoltà nel primo contro la sapiente tattica di contenimento imbastita da Tesser e veramente a suo agio solo nel finale, in cui però non è riuscito a chiudere la partita pur agevolato da un avversario salito e allungato per cercare il pareggio.
Gagno, a ben vedere, non ha avuto la possibilità di mettersi granchè in mostra perchè l’Alabarda di oggi è buona solo fino a trequarti e, avesse almeno un attaccante all’altezza, sarebbe più su in classifica. Ma anche quel poco che è riuscita a fare nei 16 metri biancorossi, la Triestina non è riuscita a trasformarlo in palle-gol e di ciò va dato merito sia ai tre difensori centrali che ai mediani, puntuali nello smorzare le velleità offensive alabardate.
Il risultato sarebbe stato più cospicuo se i vicentini non avessero perseverato nel recente difetto di non centrare la porta avversaria nella misura in cui la squadra crea azioni in attacco. Non per niente il Vicenza ha vinto 6 partite per 1-0. Ma è un deficit marginale in un contesto di rendimento come quello evidenziato in apertura, che presenta fattori di eccellenza ben più importanti.
GIANNI POGGI

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