
LR VICENZA. I BIANCOROSSI TORNANO DA NOVARA CON UN PAREGGIO E UN CERO DA PORTARE A MONTE BERICO
Un tradizionale detto del tifoso vicentino (bisogna portar un siero a la madona de Monte Berico) ci sta tutto all’epilogo di un Novara-LR Vicenza che
Vanificata la illusoria possibilità di aprire un ciclo con la stessa squadra del campionato precedente a causa di infortuni, contratti in scadenza e calciomercato, nell’LR Vicenza si lavora necessariamente sulla linea di innestare sul troncone della rosa ancora a disposizione un numero non esiguo di nuovi centrocampisti e attaccanti.
Quest’anno non si dovrà ripetere l’errore di passare da un gruppo di giocatori troppo numeroso ad uno troppo stretto, errore che è risultato determinante nei play off, affrontati a ranghi ridotti e con un progressivo calo di condizione.
Per vincere il campionato si deve poter contare su una scelta di titolari adeguata, che dia copertura a tutti i reparti con qualità garantita anche dai riservisti. Servono almeno 18 giocatori di profilo simile, intercambiabili insomma, da integrare con una frangia di giovani non troppo acerbi (come si sono rivelati alcuni dei ragazzi mandati in campo quest’anno).
La prospettiva di dover cambiare mezza squadra comporta due rischi: quello di scegliere giocatori che si rivelino non idonei al progetto e quello di una mancata loro integrazione in un gruppo (o di quel che ne rimane) che ha sempre proclamato la propria coesione umana e sportiva.
Da una parte, insomma, ci saranno i giocatori protagonisti della rincorsa nel girone di ritorno e di buona parte dei play off, una pattuglia cementata dalla grande prova fornita e molto apprezzata dai tifosi, e, dall’altra, una quota della rosa totalmente nuova ed estranea al clima creatosi nelle ultime 24 partite. Come conviveranno quelli che non devono dimostrare niente (i primi) con quelli che, invece, devono conquistare il posto e la piazza (i nuovi)?
Il famoso amalgama potrebbe riuscire a crearlo Stefano Vecchi, che ha dimostrato di saperlo fare compiendo a metà stagione il miracolo di trasformare un gruppo di giocatori sbandati e poco motivati in un top team che è riuscito a conquistare la finale dei play off. Ce la può fare, l’allenatore bergamasco, per di più partendo dall’inizio con una rosa da lui stesso ispirata e approvata.
È evidente che, se fosse questo il piano di lavoro impostato dalla società per avviare la stagione 2024-2025, sarebbe impensabile un investimento sparagnino. Servono molti soldi per prendere giocatori forti e affidabili, e soprattutto gli attaccanti hanno costi alti. Certo non si potrà puntare su prestiti e svincolati, serviranno, invece, giocatori a cui dare la prospettiva sia di un posto da titolare sia di proseguire insieme anche in Serie B.
Quanto servirà fra acquisti e ingaggi? Cinque milioni, almeno. Tanto meglio se l’area tecnica biancorossa riuscirà a centrare l’obbiettivo con meno soldi (come ha fatto l’anno scorso il Mantova), ma non ci si deve illudere: i risultati derivano dagli investimenti, sennò è una scommessa.
GIANNI POGGI

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