
LR VICENZA. IL PISA DOMINA, IL LANE NAUFRAGA. PRIMA SCONFITTA AL MENTI
Prima sconfitta al Menti per l’LR Vicenza che, nel secondo confronto consecutivo con una retrocessa dalla A, perde per 3-0 con il Pisa. Sconfitta meritata
L’LR Vicenza ha chiuso la prima parte della lunga sosta agonistica giocando una amichevole con il Koper, squadra della Prima Serie slovena, al 2° posto attualmente in un campionato di modesto profilo (il calcio sloveno occupa il 51° posto della classifica FIFA).
La società ha ritenuto di far giocare la partita sul campo di allenamento del Centro sportivo di Fellette e, soprattutto, a porte chiuse. Incomprensibile – e per di più nemmeno spiegata – la scelta di escludere i tifosi (che, stranamente, non hanno avuto alcunchè da ridire) e di declassare il confronto a qualcosa di simile ad una amichevole precampionato. Perchè tutta questa riservatezza?
Il Lane-2 (e magari pure -3, nel secondo tempo) che è sceso in campo ha perso di misura (2-1) ma l’avversario, arrivato apposta chissà per quale combinazione da Capodistria, avrebbe potuto incamerare un successo più largo con maggiore precisione balistica.
Ovviamente il risultato e l’esito della partita hanno un valore marginale ed infatti molto maggior risalto è stato dato dai media alla incredibile lista di infortunati e indisponibili divulgata nel dopogara da Fabio Gallo.
Sono una mezza dozzina, infatti, i giocatori out e sembra che solo pochi siano recuperabili (e chissà in quali condizioni) per la partita con il Pisa di sabato 10 ottobre.
È davvero inconsueto che una squadra si presenti dopo una sosta con una infermeria più piena rispetto a quella della fase precedente e questa precarietà potrebbe spiegare sia il silenzio che ha accompagnato i 12 giorni di preparazione seguiti alla sconfitta al Bentegodi sia il decentramento e la secretazione della amichevole con il Koper.
La situazione non è certo drammatica ma qualche criticità si presenta sia per l’appuntamento al Menti con la neoretrocessa toscana che in vista del successivo difficile ciclo di gare, in cui il Vicenza dovrà dare il meglio per non ritrovarsi fra un mese in una posizione di classifica già precaria.
Dopo il Pisa, il calendario manda i biancorossi due volte consecutive in trasferta, prima a Benevento (brutti ricordi…) e poi a Empoli. Quest’ultima partita apre uno slot di tre gare in sette giorni: martedì 27 ottobre arriva a Vicenza il Modena che, al momento, sembra un brutto cliente (3° in classifica e miglior rendimento esterno) e, cinque giorni dopo, la terza fuori casa del ciclo vede il Lane ospite del capolista Palermo.
È evidente che queste partite, sia per la collocazione nel calendario che per la qualità degli avversari, diranno una parola certo non definitiva ma sicuramente significativa sul ruolo e sul futuro dei biancorossi in questo campionato. Se riuscissero almeno a centrare due vittorie nella coppia di match in casa e magari anche a strappare un paio di punti in quelli esterni, sarebbe un bilancio non entusiasmante ma sufficiente e promettente. Di meno vorrebbe dire complicarsi già la vita, di più sarebbe un bel rilancio che cambierebbe le prospettive.
Il non poter disporre di una rosa completa e avere qualche pedina non al meglio è senz’altro un problema per Gallo, pur tenendo conto che – almeno sulla carta – non mancano le alternative agli assenti. L’allenatore potrebbe magari valutare un cambiamento di modulo, quanto meno contro gli avversari più tosti: non è solo statistica che il Vicenza sia penalizzato dai gol subìti (10, ha fatto peggio solo l’Arezzo con 13) e che, quindi, molto concretamente il focus sia proprio da mettere su questa negatività.
Vero, come spiega Gallo, che, con il 3-5-2, i quinti possono lavorare anche come difensori aggiunti, ma dal riscontro del campo nei primi cinque turni non si può dire che gli esterni di centrocampo siano stati efficacissimi nelle due fasi e, anzi, spesso e volentieri le squadre avversarie sono riuscite a bloccarli e a impegnarli più in difesa, con il risultato aggiuntivo che il gioco biancorosso è dovuto transitare soprattutto per i tre centrali, a loro volta non brillantissimi.
GIANNI POGGI

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