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LR VICENZA. L’ALCIONE FA L’IMPRESA: AZZERA LA IMBATTIBILITÀ DEI BIANCOROSSI E LA INVIOLABILITÀ DEL MENTI

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È vero che il sogno della imbattibilità stagionale era una chimera, ma l’LR Vicenza poteva perdere meglio per la prima volta in questo campionato. Con l’Alcione Milano, squadra rivelazione del girone finchè si vuole ma nemmeno lontanamente all’altezza del Lane, i biancorossi hanno giocato la peggior gara della intera stagione. Non è mancata la prestazione sotto il profilo atletico ma si sono evidenziati dei limiti sempre più vistosi sotto quello tecnico e tattico.
Nessun reparto è uscito con la sufficienza da questa sconfitta. Il centrocampo è stato evanescente, con un Carraro mai capace di prender in mano il gioco e orientare i compagni, con le mezzali (tutte e quattro quelle scese in campo) mai oltre una routine ordinaria, con i quinti (anche in questo ruolo ci sono stati i cambi) incapaci di prevalere nelle fasce di competenza.
La difesa ha vistosamente peggiorato rispetto alle ultime partite, concedendo ai milanesi (2 gol nelle ultime 6 trasferte) più occasioni oltre a quella dell’1-0, che è stata esemplare per gli errori biancorossi. E anche i singoli sono incappati in una giornata-no, faticando più del prevedibile contro avversari che sono tutt’altro che fenomeni.
E non parliamo dell’attacco, in cui Gallo (nella foto) ha alternato tutti gli effettivi a sua disposizione senza ricavarne alcunchè, diversamente da quant’era successo a Vercelli.
La squadra ha sbagliato nel complesso la prova, infognandosi in un gioco prevedibile e poco efficace, facendosi imbrigliare dall’intelligente tattica scelta da Cusatis (che, evidentemente, aveva imparato la lezione della Dolomiti), incaponendosi sempre sullo stesso copione. Quest’ultimo aspetto chiama in causa anche l’allenatore che, come già nelle gare più recenti, non è riuscito a cambiare volto alla sua squadra puntando, invece, sullo stesso modulo dall’inizio alla fine. Modulo che – è vero – ha portato finora risultati da record ma che ormai conoscono tutti e si è ben visto che le contromisure sono state trovate. Gallo deve trovare il modo di far mutare gioco ai suoi in corso di gara, i cambi non bastano, serve una diversa lettura del confronto.
Questa sconfitta può significare nulla o molto. Se Lecco e Brescia riusciranno ad approfittare dello stop biancorosso, pur limando di poco lo svantaggio potrebbero riaprirsi una prospettiva visto che mancano ancora 11 gare alla fine del campionato. Se, invece, continuassero ad essere autolesioniste, la sconfitta del Lane sarebbe solo un episodio di una stagione trionfale. Sempre che, ovviamente, la brutta prova del Vicenza resti a sua volta solo un episodio.
L’1-0 incassato dall’Alcione riporta con i pedi per terra i biancorossi, semmai qualcuno si fosse già sentito a pieno titolo nell’empireo. Se una squadra non male ma niente di più come quella milanese riesce a battere la capolista ed espugnare il Menti, ciò significa che potrebbe riuscire a farcela anche qualcun’altro, a maggior ragione sul proprio campo. Non è questa sconfitta che dovrebbe far calare l’autostima e la sicurezza nel Lane, ma trascurare la lezione sarebbe impensabile.
GIANNI POGGI

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