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LR VICENZA. LA SCONFITTA A LECCO È UNA PECCA NELL’IMPECCABILE CAMPIONATO DEI BIANCOROSSI

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La sconfitta dell’LR Vicenza a Lecco, la prima in trasferta in questo campionato, toglie ai biancorossi l’ultima possibilità di passare alla storia calcistica nazionale fra le squadre dei record. La imbattibilità esterna era rimasta, infatti, l’ultimo obbiettivo disponibile per intestarsi un primato e lo stop di Venerdì santo lo ha fatto mancare. Il Lane ci aveva provato prima puntando al maggior numero di punti, poi all’inviolabilità del Menti e, infine, a zero sconfitte fuori casa ma questi target sono via via rimasti ai precedenti detentori. Resta, almeno, il record delle giornate di anticipo della vittoria del campionato, che, per il girone a 20 squadre, il Vicenza ha fissato a 6.
Per la sconfitta a Lecco si possono e si devono assegnare ai biancorossi tutte le ovvie giustificazioni, a cominciare dalle diverse motivazioni rispetto agli avversari e, poi, l’essere reduci dalla festa promozione e la indisponibilità di qualche giocatore, ma questi fattori erano presenti anche nelle due partite precedenti e, ciò non ostante, la squadra si era meritata gli elogi per la professionalità e la concentrazione con cui aveva battuto il Renate e pareggiato con il Brescia.
E, a dire il vero, il Lane aveva cominciato il match a Lecco nel modo migliore, aggressivo e lucido, ma aveva poi progressivamente mollato anche perchè era cresciuta sempre di più la squadra lombarda, che alla fine ha giocato la sua miglior partita in questo campionato. Il Vicenza ha perso perchè non è stato il solito Vicenza, quello cioè sempre uguale a se stesso nella prestazione e nella gestione della partita, quello che usciva dal campo magari non sempre splendido ma con l’immagine della squadra più forte.
A Lecco il Lane si è involuto, ha sbagliato molto in tutti i reparti, ha corso meno ed ha perso quasi tutti i duelli individuali. E, cosa ancor più inconsueta, ha fatto vedere un nervosismo inspiegabile che ha provocato ben due espulsioni: quella di Gallo per proteste (probabilmente con l’aggravante di qualche espressione sopra le righe) e quella del capitano Costa (nella foto), che ha firmato un bruttissimo fallo di frustrazione, inutile nel contesto della azione e privo di qualsiasi giustificazione.
Si è detto – ed è vero – che quest’anno è andato tutto bene ai biancorossi, ma a Lecco per la prima volta non è stato così. C’è, infatti, l’episodio del gol non concesso a Capello nei primi minuti e, sul quale, la negativa visione arbitrale ha contraddetto l’opposta tesi vicentina. Se l’1-0 fosse stato assegnato, magari la partita avrebbe potuto prendere un altro corso, chi lo sa…
Il Lecco, in quest’occasione, ha comunque giocato meglio ed ha meritato di vincere anche con più gol, perchè Sipos si è mangiato il terzo e sembrava esserci un rigore netto per fallo di trattenuta di Cuomo, stranamente non assegnato nemmeno dopo l’FVS. Oltre a una migliore condizione, i giocatori di Federico Valente hanno difeso bene, fraseggiato con lucidità a centrocampo, avviato e concluso meglio la fase offensiva e il Lane non è stato in grado di fronteggiare tutto ciò, per di più pagando la imprecisione al tiro di Stuckler, anche stavolta più abile nel preparare l’azione che nel rifinirla.
Il fulcro del Lecco è stato il centrocampo, che, pur privo di una colonna come Zanellato, ha prevalso su quello vicentino non solo in mobilità e qualità di palleggio ma anche nelle individualità: Metlika, Mallamo e Duca sono stati sempre superiori sui pari ruolo biancorossi anche dopo i cambi. Un attaccante veloce come Konate è riuscito praticamente da solo a mettere in difficoltà la difesa del Lane.
Di questa sconfitta si può, ovviamente, farsene una ragione visto che è ininfluente sulla classifica ma resta una pecca nell’impeccabile campionato del Vicenza.
GIANNI POGGI

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