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LR VICENZA. LA LEGA LOMBARDA PADRONA DEL GIRONE, IL NORDEST LA SFIDA

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La Lega lombarda contro il resto del campionato. Ben undici delle venti squadre inserite nel Girone A hanno sede in Lombardia, a riprova che, anche nel calcio, lì sono ben diffuse risorse e organizzazione. Nel gruppo c’è un po’ di tutto: dalle milanesi Inter Under23 e Alcione all’Unione Brescia (ex FeralpiSalò), dalle provinciali Renate, Pro Patria e Giana Erminio alle tre portacolori del distretto industriale Brescia-Bergamo (AlbinoLeffe, Lumezzane e Ospitaletto) e, ancora, il Lecco e la Pergolettese di Crema. Fra di esse quelle che potrebbero primeggiare sono un paio: il Brescia, che ha una forte proprietà e sostenitori nell’imprenditoria locale, e l’Inter Under, che è sostenuta da uno dei club più importanti nel calcio mondiale, ha ereditato la rosa della Primavera nerazzurra vincitrice dell’ultimo campionato italiano di categoria e di quello Youth League, e ha un allenatore esperto e vincente come Stefano Vecchi (nella foto). Non si può, poi, escludere che dalle lombarde esca un’outsider, come l’anno scorso, visto che, dietro Padova e Vicenza, se ne sono classificate quattro (Feralpi, AlbinoLeffe, Renate e Giana).
La rappresentanza dell’intero Nordest è composta da sette squadre: Vicenza, Cittadella, Trento, Virtus Verona, Arzignano, Dolomiti Bellunesi e, se ce la farà, Triestina. Le venete sono la maggioranza (cinque) ma le chances di vittoria sembrano limitate al Vicenza e al Cittadella, per tutte le altre (tranne il Trento) si prospetta l’obbiettivo salvezza.
Fuori del Lombardo-Veneto restano due squadre, le piemontesi Pro Vercelli e Novara, che al momento non sembrano in grado di competere con i top team del girone e, forse, nemmeno per i play off.
Quest’anno (e a oggi, visto che alla chiusura dei trasferimenti estivi, manca più di un mese) sembra più difficile fare pronostici sulle favorite, perchè, a ben vedere, ci sono meno certezze che in passato proprio sulle squadre che avrebbero le carte per esserlo. Il Brescia deve affrontare un trapianto complicato da Salò al capoluogo (l’analoga esperienza della Virtus Bassano nel 2018 lo dimostra) e lo stesso presidente Pasini ha prospettato un termine triennale per la promozione; il Vicenza ha cambiato tanto sia nell’organigramma tecnico che nella rosa e non solo è difficile che riesca a partire al massimo ma è anche da vedere se il nuovo assetto funzionerà già alla prima stagione; il Citta ha dirigenti molto bravi, ha preso come allenatore la bandiera Iori ed ha confermato gran parte della line-up della B. L’Inter parte con buone basi ma è al debutto assoluto in Serie C e bisognerà verificare il rendimento dei suoi Under nella loro prima esperienza professionistica.
Fuori da questo lotto si fa fatica a individuare qualche aspirante top, ma non si può escludere che in un campionato livellato, quale dovrebbe essere il prossimo, possa emergere qualcuno pur senza una dotazione di gran livello di giocatori e di struttura. In questo contesto potrebbe essere la gioventù della rosa una buon arma e chi riuscirà a inserire nei ranghi i ventenni migliori e a farli giocare da veri titolari potrebbe essere avvantaggiato rispetto a chi ha puntato su gente di categoria più attempata e appagata.
GIANNI POGGI

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