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LR VICENZA. IL TRENTO RIDIMENSIONA I BIANCOROSSI. IL SECONDO STOP CONSECUTIVO AL MENTI NON VA SOTTOVALUTATO

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L’LR Vicenza dei record non c’è più ma il primato resta intatto. Nel confronto con il Trento, che è la squadra più in forma in questa fase del campionato, la legione di Gallo (nella foto) è stata ridimensionata ed è stato messo a nudo che non è più la invincibile armata dell’Andata. Pazienza, anche i Romani sono stati sconfitti dai Germani a Teutoburgo ma poi si sono rifatti con gli interessi.
Cos’è oggi il Vicenza? Innegabilmente la capolista con la nomination per la Serie B in saccoccia ma è anche una squadra in involuzione, che riesce a essere quella di prima solo a tratti e contro avversari che non le sono pari in qualità. Proprio il Trento ha evidenziato questa realtà: ha corso più dei biancorossi ed è stato più veloce, ha gestito con duttilità tattica la gara cambiando atteggiamento in funzione delle situazioni, ha approfittato della sfasature della difesa vicentina per recapitare tre gol alle spalle di Gagno.
Il Lane ha giocato un primo tempo inconcludente, perseverando nell’ormai palese limite in zona gol, e, a metà del primo tempo, s’è addormentato lasciando al Trento fin troppe possibilità di andare in vantaggio, il che è accaduto puntualmente e lo 0-2 è maturato in appena 2 minuti. Il peggio l’ha dato incassando il terzo gol all’inizio della Ripresa.
Altri, a questo punto, avrebbero mollato e, invece, c’è stata una grande reazione del Vicenza che ha cominciato ad aggredire l’avversario come mai aveva fatto prima ed ha riaperto la partita. È stata una reazione di orgoglio non di tecnica nè di tattica, perchè si è fondata più sul carattere dei giocatori e dell’allenatore che sulla qualità di un gioco un po’ caotico e solo arrembante, e sulle contromosse di Gallo che hanno ridisegnato la squadra.
Si è visto, però, che alla sfuriata biancorossa, dopo il secondo gol, sono mancate energie per centrare anche il pareggio e, via via, il Trento ha ripreso la situazione in mano accartocciandosi accortamente nella propria metà campo e affidandosi a estemporanee ripartenze per allentare la pressione.
Bisogna, a questo punto, che squadra e allenatore riordinino le idee perchè il Vicenza non può più permettersi di giocare come nell’Andata, almeno contro avversari che non siano di livello medio-basso. In calendario, infatti, incombono sfide non facili: Giana, Inter, Renate, Brescia e Lecco, che sono tutte nella Top Ten e hanno motivazioni forti in questo finale di campionato.
Dopo la vittoria esterna con la Pro Patria i biancorossi hanno cominciato a calare, non tanto nei risultati quanto piuttosto nella qualità del gioco, nella prestazione e nel rendimento dei singoli. Il segnale d’allarme della prima sconfitta in campionato con l’Alcione è stato ammortizzato dalle due vittorie esterne con Virtus e Albino, ma il secondo stop consecutivo al Menti non va sottovalutato o considerato episodico.
Ci vuole un altro Vicenza nelle 8 partite che mancano al gran finale, ci vuole una metamorfosi pragmatica che trasformi la attuale capolista un po’ spompata in una squadra consapevole dei propri limiti e che vada in campo con un atteggiamento utilitaristico. Non perchè il primato e il vantaggio siano in pericolo, ma per concludere questo campionato senza sciupare quanto di buono s’è fatto fino a gennaio.
GIANNI POGGI

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