
LR VICENZA. NELLA TRASFERTA A VERCELLI SERVE LA VERA CAPOLISTA
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L’LR Vicenza si riprende a Crema i due punti in più di vantaggio sul Lecco, che aveva perso una settimana prima pareggiando a Novara mentre i lacustri vincevano in casa con l’Alcione. Con la vittoria sulla Pergolettese i biancorossi allungano a 18 i risultati utili consecutivi e anche la imbattibilità stagionale, incamerano l’ennesimo clean sheet e confermano la miglior difesa del campionato alla pari con il Brescia.
A proposito del Brescia, è il caso di sottolineare il debutto vincente di Eugenio Corini, che ha sostituito pochi giorni fa Aimo Diana in panchina: il detto “allenatore nuovo porta punti” è stato confermato a Fontanafredda con la vittoria sulla Dolomiti Bellunesi maturata solo al 2° minuto di recupero finale. Come nel caso del Lane, anche per l’ex FeralpiSalò quel che conta è il risultato.
Giornata, invece, non splendida per il Lecco, che nel confronto non impossibile con il Lumezzane ha raccolto solo un pareggio, e vieppiù per il Citta, che in casa – sotto di due gol dopo il primo tempo – è riuscito nella ripresa a cancellare il doppio vantaggio del Novara.
Il Vicenza non ha giocato una partita indimenticabile a Crema e non bisogna dimenticare l’esiguo spessore dell’avversario, che ha il triste record di peggiore squadra in casa e, comunque, distava ben 28 punti e 17 posizioni dai biancorossi. Tutto questo divario non s’è in realtà visto nell’interminabile match, i cui tempi regolari sono stati allungati complessivamente di 10 minuti (3 nel primo e 7 nel finale) da chiamate SFV che hanno richiesto accurate visualizzazioni arbitrali e da episodi disciplinari da cui è stata penalizzata soprattutto la Pergolettese, che ha finito la partita in 9.
Va onestamente riconosciuto alla squadra di Crema l’onore delle armi, sia perché ha mantenuto lo 0-0 fino al 76’ sia per l’orgoglio e la volontà con cui ha prima tenuto testa, nei limiti delle sue possibilità, alla capolista e poi cercato eroicamente il pareggio pur ritrovandosi con solo 10 uomini dal 41’ e addirittura con 9 dall’84’ al 97’.
Il Lane ha messo in campo la consueta continuità e la solita concentrazione, virtù che sono sufficienti a far suo il risultato anche quando il gioco non decolla e inquadrare la porta sembra una mission impossible. Così è stato a Crema e non è il caso di storcere troppo il naso.
Gallo ha ovviato alla squalifica di Costa proponendo Tribuzzi nel ruolo di quinto mancino e alla indisponibilità di Vitale ridando fiducia a Alessio. In difesa ha recuperato il trio titolare Cuomo-Leverbe-Sandon e ha riproposto la coppia di attaccanti composta da Morra e Stuckler. Nella ripresa ha fatto tutti e cinque i cambi, come al solito ruolo su ruolo, azzardando solo il destropiede Talarico come esterno sinistro, posizione per lui inedita. Lo starting eleven e gli entrati in corso di gara hanno funzionato tutti bene (e sarebbe stato strano il contrario) anche se il livello qualitativo e spettacolare non è cambiato fra prima e dopo.
Si è sentita la mancanza di Costa? La risposta è sì, perché la sua incidenza non solo sulla fascia di competenza ma in tutto il contesto del gioco non la può fornire nessun’altro della rosa. Pur con qualche ruggine e con la sua sovresposizione, il capitano è insostituibile.
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