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LR VICENZA. IL LANE VINCE AD AREZZO IL DERBY DELL’ORO E IPOTECA LA SUPERCOPPA

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Va all’LR Vicenza il “derby dell’oro”, la sfida di Supercoppa con l’Arezzo fra le due città leader in Italia del prezioso metallo. Vittoria netta, quella biancorossa, in continuità di quella di una settimana prima a Trieste, nell’ultima giornata di campionato, non solo per il numero di gol segnati ma, soprattutto, per la autorevolezza e la identità messe in campo.
Si è, infatti, rivisto il solito Vicenza, quello della regular season, concentrato e compatto, senza pause e omogeneo per tutti i 95′ e capace di gestire il gioco a suo piacimento. Un po’ è stato aiutato dall’Arezzo, che è riuscito a tenere in equilibrio il match solo per mezzora e, poi, si è progressivamente sfaldato.
C’erano due opzioni sulla tenuta della squadra vincitrice del Girone B dopo appena una settimana dall’epilogo a suo favore della lungo testa-a-testa con l’Ascoli: gli amaranto potevano prolungare in Supercoppa la condizione del finale di campionato oppure pagare il peso del finale di stagione e dell’appagamento per aver centrato l’obbiettivo promozione.
La seconda opzione è stata quella che ha prevalso. La squadra di Cristian Bucchi non è riuscita a trovare, in questa postseason, la voglia e la tempra del campionato e, quando la partita ha preso il suo corso dopo i due gol del Lane nel finale del primo tempo, ha fatto chiaramente intendere che andava bene così. L’allenatore, poi, ci ha messo del suo, mandando in campo – per necessità o per scelta – quasi un Arezzo-B, lasciando in panchina almeno metà dei titolari e schierando riserve e giovani, a cominciare dal secondo portiere Trombini, che aveva fatto una sola presenza in campionato. La difesa era praticamente un inedito, a centrocampo non aveva trovato posto Ionita che, pur a 35 anni, sarebbe quanto meno servito per la sua esperienza, e nemmeno il centrale Chierico, miglior assist man, e in attacco non c’è stato spazio per Cianci, 12 gol e secondo marcatore della squadra. Un Arezzo, quindi, non al top anche nella condizione come s’è ben visto per molti giocatori colpiti da crampi.
Il Vicenza, a differenza degli avversari, ha avuto un mese e mezzo per metabolizzare la promozione e far scemare l’effetto dei festeggiamenti e Gallo con il suo staff è riuscito a tenere in linea la truppa, omogeinizzando il rendimento a quello precedente anche nel finale di campionato e nel primo confronto di Supercoppa.
Ad Arezzo, infatti, i biancorossi sono stati se stessi e forse anche meglio, trovando una lucidità e una concretezza che non sempre avevano espresso nel corso della stagione. Sorprendente, soprattutto, la sublimazione di Morra e Stuckler (nella foto con Vitale), trasformatisi entrambi in goleador implacabili, mentre altrettanto non si può dire di Rauti, che continua a alternare luci e ombre nelle sue prestazioni. Anche Capello ha segnato un bellissimo gol, peccato che sia stato nella propria porta: ha inventato l’autogol dell’ex.
Il resto della squadra ha giocato in modo sciolto e ormai automatico. La difesa non si è dovuta fare in quattro alle prese con attaccanti poco pericolosi, a centrocampo il rientrante Carraro ha fatto bene il centro di gravità permanente e Rada, riportato a mezzala, si è mosso alla grande prenotando un posto da titolare per il prossimo campionato.
Importante, infine, aver segnato 5 gol perchè, in caso di parità di punti, per vincere la Supercoppa si ricorre a differenza reti, maggior numero delle stesse e reti segnate in trasferta.
GIANNI POGGI

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