
LR VICENZA. NELLA TRASFERTA A VERCELLI SERVE LA VERA CAPOLISTA
L’11 giugno del 1911 la Pro Vercelli sconfisse il Vicenza per 3-0 nella finale di andata del campionato di Prima Categoria (la Serie A di
A chi si aspettava una prestazione utilitaristica e magari accomodante nel derby con il Cittadella l’LR Vicenza ha risposto con la miglior prestazione di questo campionato, che ha annichilito la squadra padovana e aumentato di tre punti il vantaggio su Brescia e Lecco, autolesioniste al punto di perdere entrambe in casa con Renate e Inter Under23.
I biancorossi non hanno avuto bisogno di prendere le misure del Citta, sono anzi partiti molto aggressivi e non hanno mai mollato fino al 3-1, quando hanno lasciato un po’ di palcoscenico ai granata, migliorati solo nel possesso palla ma non nella pericolosità.
Si è rivisto, dunque, il miglior Vicenza di questa stagione dopo le prove non brillanti dell’inizio del girone di Ritorno, superate per altro con cinica nonchalance che non ha compromesso la imbattibilità stagionale e allungato la serie di risultati positivi consecutivi.
La “Gallo way”, ossia il metodo Gallo, sta dando un risultato sportivo che è addirittura unico nel calcio professionistico nazionale perchè il Lane è l’unica squadra ancora senza sconfitte e che ha incamerato più vittorie.
Impressionante, soprattutto, la continuità di questa squadra, che ha una identità tecnica e mentale sempre identica a prescindere dall’avversario, dal giocare in casa o in trasferta, dalle contingenze delle partite e dai giocatori che scendono in campo.
C’è un solo uomo che è difficilmente sostituibile ed è il capitano Costa, che, per le sue caratteristiche, non ha un alter ego in rosa e nemmeno forse in Serie C, ma tutti gli altri sono parimenti interscambiabili senza che ne risenta la qualità del gioco. I cambi e le rotazioni sono motivati solo da infortuni, sanzioni disciplinari e cali in corso di gara e il meccanismo di entrata negli undici iniziali e nei subentri non privilegia e non danneggia nessuno ma, anzi, fa tutti consapevoli di essere in posizione di parità con i compagni.
Solo la matematica impedisce di festeggiare una promozione guadagnata virtualmente con tanto anticipo e il Vicenza può ormai fare a meno di guardarsi più di tanto le spalle. Si chiama manifesta superiorità. Lo si è ben visto proprio nel match con il Cittadella, considerato all’inizio serio candidato alla vittoria del campionato non solo perchè appena retrocesso dopo un decennio di B ma anche perchè dotato di una rosa di livello e di un allenatore giovane e intelligente come l’ex regista e bandiera di casa Manuel Iori. Erano 20 i punti di distacco fra la capolista e il Citta, un divario sostanziato dal pessimo avvio di campionato dei padovani e da insufficiente continuità nel prosieguo. Ebbene al Menti i punti in più del Lane sono sembrati il doppio vista la padronanza del campo e del gioco dei biancorossi e, di riflesso, la pochezza di un avversario palesemente incapace di trovare un ruolo in questo derby.
La peculiarità di Vicenza-Cittadella la si può trovare solo nei tre rigori assegnati dal non esemplare Madonia, che, per due, si è dovuto appoggiare al supporto video dell’FVS. Raro vederne tanti in Serie C anche se erano tutti motivati. Il gol più bello? Quello di Alessio (nella foto), una esecuzione da grande attaccante.
GIANNI POGGI

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