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LR VICENZA. IL DERBY CON IL CITTADELLA PREMIA CHI VUOLE VINCERE NON CHI GIOCA MEGLIO

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Se questo Cittadella-LR Vicenza era il match clou della quarta giornata, alla resa del campo è stato tutt’altro che all’altezza. Pessima la prova dei padovani, un po’ meglio quella dei vicentini che, infatti, si sono meritati i tre punti per una maggiore intraprendenza nel secondo tempo. Tutto il resto è noia, come cantava Franco Califano: ritmo lentissimo su entrambi i fronti, tiri in porta col contagocce (6 per il Citta e 5 per il Lane, di cui 2 in porta ciascuno), errori in quantità industriale e, quanto al gioco, lasciamo perdere. Un derby, insomma, non solo sotto le aspettative ma perfino noioso e tutt’altro che spettacolare soprattutto nei primi 45 minuti.
Gallo aveva predicato alla vigilia che voleva una squadra arrembante dal primo minuto e, alla resa, i suoi giocatori non lo hanno certo accontentato. Iori aveva i suoi bei problemi, dopo la batosta del turno precedente a Crema, con un gruppo che non ha ancora assimilato la nuova categoria dopo la retrocessione. Le situazioni a monte hanno partorito un confronto in cui le due protagoniste si sono equivalse per poca intraprendenza e anche minor efficacia e al Vicenza è bastato fare davvero poco di più per aggiudicarsi i tre punti.
Il double face biancorosso fra primo e secondo tempo si spiega senz’altro con una vigorosa sveglia risuonata in spogliatoio durante la pausa. Gallo non è un allenatore con i guanti bianchi e il richiamo ai suoi dev’essere stato, per così dire, vivace. Da parte sua, aveva provato all’inizio a cambiare un po’ le carte in tavola sia nella scelta dei titolari (Tribuzi anzichè Caferri, Pellizzari al posto di Cavion, Morra-Stuckler i due attaccanti) che tatticamente con il decentramento a destra di Vitale (tipo Della Morte l’anno scorso) a far tandem con Tribuzi, con l’appostamento di Pellizzari nel suo ruolo naturale di mezzala mancina e con la limitazione del movimento di Costa, meno offensivo e meno fasso-tuto-mi del solito.
Non che le mosse del tecnico abbiano portato grandi risultati, quanto invece sono serviti i cambi (Talarico per Pellizzari, Capello per Stuckler, Rada per Vitale, Rauti – nella foto – per Morra e Benassai per Sandon) che hanno dato un po’ di vivacità in più alla manovra vicentina. Una menzione, in particolare, per Rauti che ha concluso un assist di Capello con un tiro di grande lucidità e perfetta esecuzione sottomisura sul palo presidiato dal portiere granata.
Anche in questa occasione, come nel match precedente con l’Arzignano, il risultato è quel che conta di più visto che la vittoria consente di conservare il primo posto e torna utile per tenere a distanza una possibile concorrente quale sembrava (e difficilmente sarà, continuando così) il Cittadella.
Il Vicenza, per ora, è questo: solido, continuo e tenace a prescindere dalla qualità del gioco e dalla intensità dell’azione. Un po’ come l’Entella dell’anno scorso, che Gallo ha portato alla vittoria del girone B senza tanti fronzoli ma con un rendimento record.
La rosa che ha a disposizione dà all’allenatore dei vantaggi che altri colleghi non hanno, a cominciare dalla doppia scelta per ogni ruolo alle qualità personali dei giocatori, alcuni dei quali non hanno ancora fatto vedere quel che son capaci di fare. La prospettiva è una squadra che può ancora crescere e, fin tanto che non perde colpi, può permettersi di prendersi il tempo che le serve per assimilare la rivoluzione estiva e il dettato tecnico e tattico di Gallo.
GIANNI POGGI

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