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LR VICENZA. IL CAPOLISTA RENATE BATTUTO E RIDIMENSIONATO DA UN LANE FORTE COME L’ANNO SCORSO

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LR Vicenza-Renate (nella foto dal sito della società) era, nelle premesse, un test per tutte e due le contendenti: i biancorossi in cerca di continuità e di crescita tecnica e agonistica contro la imbattuta capolista, i lombardi di una verifica di se stessi contro il primo avversario di rango che proponeva loro il calendario.
Gli esiti del banco di prova sono stati indiscutibili perchè il Vicenza ha centrato la terza vittoria e il sesto risultato utili consecutivi ed ha finalmente giocato come rango e qualità gli consentono, mentre il Renate ha subìto un pesante ridimensionamento dimostrandosi incapace per quasi tutta la partita di rivaleggiare allo stesso livello dei biancorossi, che, per di più, ora lo tallonano con un solo punto di distacco.
Il Lane ha fornito per 60 minuti una prestazione che ha ricordato quelle del ritorno e dei play off dell’anno scorso, interpretando lo stesso copione con un avvio arrembante che ha costretto la squadra di Foschi sulla difensiva, martellata dalle veloci incursioni dei vicentini e da un bombardamento di tiri scagliati non solo dalle punte ma anche da centrocampisti e perfino da difensori.
Dopo il gol del vantaggio segnato al 59′ da Zamparo il Vicenza ha progressivamente perso smalto e lucidità lasciando campo e iniziativa al Renate che, però, non ha saputo approfittarne per mancanza di un gioco efficace e di qualità nei singoli.
I cinque cambi fatti da Vecchi, tutti ruolo su ruolo, non hanno cambiato molto sul piano tattico però hanno un po’ rivitalizzato il gruppo con uomini più freschi, ma il Lane non è riuscito a riprendere il controllo del gioco e non è stato lucido nelle promettenti ripartenze che si è creato nel finale.
L’unico limite che il Vicenza ha evidenziato è stato al tiro, perchè, per il resto, è stato perfetto o quasi in tutti i reparti e in tutte le fasi. Davvero incredibile, infatti, la serie di palle gol che i biancorossi non sono riusciti a sfruttare e nell’errore sono finiti un po’ tutti, non solo le punte ma anche i compagni che ci hanno provato grazie a inserimenti molto efficaci.
Questa stitichezza in zona gol è una costante della prima fase di campionato, come certificano le statistiche che inquadrano l’attacco vicentino solo al terzo posto fra i migliori del girone e con un differenziale di ben 8 centri (17 contro 9) dall’attacco stellare del Padova. Dove si può migliorare? Senz’altro facendo crescere il rendimento degli attaccanti che, per ora, hanno contribuito al totale dei gol segnati firmandone due terzi ma, come reparto, sono a quota 6 e cioè con la media di uno a partita. Contemporaneamente Vecchi deve far crescere l’apporto dei centrocampisti, portandoli più spesso al tiro dalla distanza e con inserimenti, e dei difensori, soprattutto su calcio d’angolo.
Un bravo, infine, all’allenatore. Vecchi ha portato la squadra alla condizione top giusto in coincidenza con il trittico cardine del girone di andata, ha razionalizzato e sveltito la costruzione del gioco pur dovendo fare i conti con infortuni e squalifiche degli uomini di centrocampo, ha affinato l’intesa fra i reduci dell’anno scorso e i non pochi nuovi in un tempo ristretto.
Il successo sul Renate ripropone il Vicenza come sicuro protagonista del campionato, ruolo che dovrà confermare nel prossimo appuntamento al Menti contro l’ostico FeralpiSalò di Aimo Diana e, soprattutto, nel big match all’Euganeo contro il Padova che, salvo sorprese, si preannuncia già decisivo per l’assetto della testa della classifica.
GIANNI POGGI

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