
LR VICENZA. NELLA TRASFERTA A VERCELLI SERVE LA VERA CAPOLISTA
L’11 giugno del 1911 la Pro Vercelli sconfisse il Vicenza per 3-0 nella finale di andata del campionato di Prima Categoria (la Serie A di
Su Pro Patria-LR Vicenza c’è ben poco da dire non solo perchè si tratta, a tutti gli effetti, di un testacoda (essendo la Triestina maglia nera del girone solo a causa delle penalizzazioni) ma anche e soprattutto perchè contrappone la squadra più in forma a quella più scadente (8 sconfitte nelle ultime 8 partite). Non per niente la maggior parte dei boomaker dà la vittoria della Pro in un range dal 7 all’8,5.
I 47 punti di distacco della squadra con la maglia a strisce orizzontali dalla capolista sono praticamente un intero campionato e ci vuole tanta fiducia per ipotizzare una sua salvezza della squadra. Per accontentare gli immancabili scaramantici che invocano con gesti apotropaici la prudenza nel pronosticare un 2 fisso a favore dei biancorossi, si può concedere una bassissima possibilità di un successo della Pro, che dovrebbe essere dovuto solo all’assommarsi proprio in questo impari confronto di tutte le sfighe che il Lane per ora non ha trovato nel suo inarrestabile cammino.
Ma pur concesso che, almeno per un calcolo probabilistico, una partita storta può capitare anche alla prima in classifica, imbattibile e infatti imbattuta, se ci ferma ad una analisi puramente tecnica, l’unica conclusione possibile porta alla vittoria biancorossa numero 19 (che è lo stesso numero di metà delle gare dell’intera stagione).
I numeri sono implacabili: la Pro Patria è la squadra che ha segnato di meno (16 gol) e incassato di più (41), che ha assommato meno vittorie (2) e più sconfitte (15), che ha vinto in casa una partita su 12 (21 novembre 2025 Pro Patria-Pergolettese 3-1). Se il Lane farà il vero Lane come con il Cittadella, il surplus tecnico è tale che i margini non solo per un pareggio ma, a maggior ragione, per un insuccesso, sono limitatissimi.
Il Vicenza si presenta all’appuntamento per la prima volta con una difesa interamente inedita in conseguenza dell’infortunio di Cuomo e della contemporanea squalifica di Leverbe e Sandon, che – entrambi diffidati – si sono molto opportunamente fatti ammonire durante il match con il Citta in modo da scontare il turno di pausa forzata proprio in coincidenza della partita meno impegnativa di questa parte del calendario.
Il trio di difensori centrali che manderà in campo Gallo (Vescovi, Cappelletti – nella foto – e Benassai) è composto da giocatori che non hanno mai fatto reparto tutti assieme e, nel caso di Cappelletti, si registra il suo debutto in biancorosso appena una settimana dopo il suo arrivo da Trento. Pur tenuto conto della prima volta di una difesa siffatta, la qualità dei singoli è tale da assicurare una tenuta più che adeguata contro un attacco che ha segnato appena due volte nel girone di Ritorno. Il limite di questa soluzione contingente è che non ha alternative in panchina.
Per il resto, l’11 iniziale non dovrebbe discostarsi molto da quello utilizzato con il Cittadella, al massimo potrebbe esserci una rotazione a centrocampo (il desaparecido Vitale al posto di Pellizzari?) e un’altra in attacco (Morra per uno Stuckler magari un po’ distratto a causa delle voci di mercato?). Il resto dei convocati Gallo se lo giocherà – circostanze permettendolo – nei cambi in corso di gara, probabilmente con staffette fra i quinti (Tribuzzi per Caferri e Talarico per Costa) e in prima linea (in campo anche Rauti e l’ottimo Alessio, saggiamente riproposto una settimana fa nel suo ruolo naturale). Il quinto cambio potrebbe essere una mezzala, per dare minutaggio a chi ne ha avuto finora poco come Cavion e Rada.
GIANNI POGGI

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