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LR VICENZA. I BIANCOROSSI TORNANO DA NOVARA CON UN PAREGGIO E UN CERO DA PORTARE A MONTE BERICO

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Un tradizionale detto del tifoso vicentino (bisogna portar un siero a la madona de Monte Berico) ci sta tutto all’epilogo di un Novara-LR Vicenza che i biancorossi hanno, infatti, addirittura rischiato di perdere nel finale. E, invece, c’è stato un sempre utile pareggio e ora arriverà almeno al mezzo secolo la mancanza di vittorie vicentine a Novara.
Strana sfida quella giocata al Silvio Piola: nel primo tempo il Lane ha fatto davvero tanto e avrebbe meritato ben più del 2-1 mentre nella ripresa si è complicato assai la vita e non solo per aver giocato in dieci dopo la espulsione di Pippo Costa all’ora esatta della partita. La squadra di Gallo, infatti, è progressivamente uscita di scena riducendosi a un inedito ruolo di sparring partner nel perimetro della propria metà campo come fosse non la capolista ma una qualsiasi squadra da metà classifica.
Ha così favorito il generoso e battente arrembaggio del Novara, che ha portato prima al pareggio dell’ex Lanini e poi all’errore sotto porta di Valdesi al 96′ che ha tolto a lui la possibilità di diventare il match winner e alla sua squadra un successo imprevedibile.
La vittoria non è sfuggita al Vicenza per problemi tattici, perchè Gallo ha riutilizzato all’inizio il solito 3-5-2 con tre rotazioni: quella di Vescovi in difesa al posto (ma a destra) dell’infortunato Sandon, quella di Cavion da mezzala destra e la riproposizione di Alessio da interno sinistro. Ha anche confermato Tribuzzi (nella foto) e Stuckler e proprio loro sono stati i migliori biancorossi nel primo tempo, dando ragione alle scelte del tecnico. Il Novara, anche per una prestazione frastornata di centrocampisti e difensori, nei primi 45 minuti è finito in balia dell’illustre avversaria, facendo profetizzare una goleada vicentina al 90°+recupero.
Invece non è andata così, perchè la ripresa di gestione dei biancorossi non è partita con la consueta concentrazione e i giocatori dell’ex Zanchetta hanno cominciato a prendere fiducia e coraggio, battendo soprattutto sulla fascia sinistra del Lane con l’imprendibile Agyemang che, di professione fa il terzino sinistro e che è stato schierato come quinto alto causa mancanza di effettivi.
Dopo il rosso a Costa, la superiorità numerica del Novara non si è avvertita subito anche perchè il Vicenza quest’anno ha già dimostrato di avere mezzi e soluzioni per fronteggiarla. Ci sono state azioni confuse e un po’ caotiche e, un paio di volte, l’accoppiata arbitro-FVS non ha propriamente favorito il Novara, ma l’inerzia del match ha preso a girare sempre di più a favore dei piemontesi e, tutto sommato, il gol di Lanini non è arrivato come un dono insperato.
Vicenza stanco? Forse sì e ci sta pure dopo una tirata come quella in corso da agosto e, magari, si può accettare anche un momento di appagamento, che è una vera e propria eresia per Gallo ma che si può pure concedere a chi finora ha dato di tutto e di più. In prospettiva ci si potrebbe aspettare dall’allenatore vicentino maggiore duttilità a cominciare dall’evitare rotazioni non sempre utili e poi fissando delle gerarchie per non scontentare qualcuno, che magari non è tanto contento per umanissimi motivi di finire in panchina o di fare la riserva di qualche giovane promettente sì ma non ancora degno di entrare nello starting eleven.
Ma, finchè c’è un vantaggio oceanico come quello attuale e le ormai ex concorrenti fanno di tutto per peggiorare il distacco, in casa Vicenza si può lavorare senza affanni e assorbire placidamente un mezzo passo falso come quello di Novara.
GIANNI POGGI

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