
LR VICENZA. IN B UNA SQUADRA CON TANTI TRENTENNI CHE GARANTISCE ESPERIENZA E MATURITÀ
Dopo cinque giorni di allenamenti e test medici e atletici, sabato 11 luglio la prima squadra dell’LR Vicenza edizione 2026-2027 è partita per il ritiro
Sazietà? Deconcentrazione? Macchè! La capolista se ne va, come cantano e chiedono i tifosi biancorossi a Meda nella trasferta post promozione, in cui l’LR Vicenza affronta il Renate senza la necessità di centrare l’obbiettivo principale già incamerato da cinque giorni e, invece, con la consapevolezza e la serenità di potersi permettere lo sfizio di arrivare a mete secondarie.
C’era un solo dubbio sull’esito di questo fuoricasa in Brianza e, cioè, la risposta della squadra ai meritati e leciti festeggiamenti intercorsi fra la vittoria al Menti sull’Inter Under e il sestultimo step proposto dal calendario. Ebbene: la risposta è stata una prestazione esemplare, da veri professionisti e da indiscussa capolista, a cui è bastata mezza gara per disintegrare un Renate che pur si decorava del quarto posto in classifica e si illudeva di scalare qualche posizione per insidiare addirittura il Brescia.
Il Lane ha chiuso in svantaggio il primo tempo facendo temere ai pessimisti l’arrivo della prima sconfitta esterna e la perdita della imbattibilità lontano dal Menti. Non che avesse giocato male o in modo inadeguato il primo tempo, anzi aveva collezionato ben più tiri dei renatesi (finiti tutti fuori dal perimetro della porta, come da noto vizio vicentino) mentre il bomber nerazzurro Ottar Magnus Karlsson aveva capitalizzato al massimo l’unica palla gol a sua disposizione grazie ad una inconsueta distrazione della difesa biancorossa.
Come da copione dev’esserci stato nell’intervallo il cazziatone di quel “martello degli dei” Fabio Gallo, mirato a riportare sulla retta via i suoi e il risultato e questo è bastato per riciclare la squadra in una versione più competitiva, più che sufficiente per ribaltare l’inerzia del match raggiungendo prima il pareggio e, poi, piazzando la remuntada con gli interessi.
Dava una mano anche il pur esperto Luciano Foschi, che già era partito con l’idea di giocarsela alla pari con la capolista e, nel secondo tempo, aveva anche estremizzato il profilo offensivo dei suoi passando all’attacco a tre punte per cercare in tutti i modi di vincere l’impari confronto. Non che avesse altre scelte l’allenatore del Renate, ma avrebbe dovuto sapere che chi presume di affrontare il Vicenza senza precauzioni è stabilmente punito. E così è stato.
L’uomo della partita è stato Zonta (nella foto), non solo perchè ha firmato una doppietta ma, soprattutto per la sua performance a tutto campo che ha ricordato il Loris del Taranto di tre anni fa, esiliato non si sa perchè nell’unica pausa della sua militanza in biancorosso. Bene anche Stuckler, capocannoniere più solido grazie al suo 12esimo centro (gliene manca uno per eguagliare il suo score dell’anno scorso), che ha segnato con una preparazione di notevole lucidità e tecnica. Peccato che si esponga così alle mire della Cremonese, con cui è legato contrattualmente e che potrebbe farlo rientrare per il prossimo campionato.
Gallo ha dato, come previsto, presenze e minutaggio a chi ne aveva avuti meno in precedenza. Ha avvicendato i due quinti titolari con Talarico e Tribuzzi e l’alternativa ha dato meno profondità e incisività sulle fasce rispetto a quelle assicurate da Costa e Caferri. In difesa s’è rivisto Vescovi a fare il braccetto destro e Sandon (come sempre quando non c’è dalla sua parte il capitano) ha goduto di più licenze offensive ma la sua generosità è stata raramente compensata dalla lucidità a ridosso dei 16 metri avversari.
La mezzala sinistra è stata assegnata nell’11 iniziale a Vitale, che è uno dei biancorossi dal tocco più forbito, e, nei cambi, a Rada che però è più un centrale anche se stavolta si è adattato meglio al ruolo.
La prima linea è stata quella più ritoccata perchè Gallo ha lanciato Alessio in coppia con Rauti. Non hanno entusiasmato però, il primo sbagliando almeno un paio di tiri sotto porta e il secondo con un’altra prova poco concreta. Sarà anche sicuro del riscatto del Vicenza (scattato con la promozione), ma per meritarsi la conferma il n. 7 deve dare di più in questo finale. Stuckler ha fatto meglio nella mezzora in cui ha visto il campo. Alessio ha lasciato il posto a un debuttante di 19 anni, Federico Tonon, formatosi nel vivaio vicentino e poi perfezionato nel Settore giovanile del Bologna da cui è tornato in gennaio.
GIANNI POGGI

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