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LR VICENZA. FRA POCHI GIORNI SI COMINCIA ED È ORA DI TORNARE CON I PIEDI PER TERRA

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Fra una settimana, l’11 luglio, l’LR Vicenza partirà per il ritiro precampionato a Bedollo, e così inizierà di fatto la stagione 2026-2027, che vedrà per la terza volta la squadra biancorossa in Serie B.
Sono passati 50 giorni dall’ultimo atto della storica annata 2025-2026 ma la partita di SuperCoppa di Serie C con il Benevento sembra ancora molto vicina, come anche la sfilata e la festa in piazza accompagnate da decine di migliaia di vicentini. Ma il cronoprogramma stagionale impone di calarsi nella nuova e diversa realtà che attende Gallo e i suoi giocatori.
La prossima Serie B avrà, prima di tutto, un contesto molto diverso da quello a cui ci si era abituati in Lega Pro: il Lane, infatti, non parte più come candidato numero 1 alla promozione e le concorrenti non saranno più due o tre al massimo. Il girone è composto da tre squadroni (Sampdoria, Verona e Palermo) e da altre 17 squadre di livello simile a quello dei biancorossi, sia nell’impianto tecnico che in quello finanziario e societario. La B è il campionato delle provinciali, non ci sono squadre di paese e campetti di periferia come in C, una quindicina di club hanno la A nella loro storia e tanti campionati in categoria alle spalle.
La seconda differenza sta nell’obbiettivo stagionale. Che è derubricato a: salvarsi. Il ruolo di comprimaria, che allenatore e direttori avevano prudenzialmente annunciato per la squadra nel livello superiore, è stato però improvvisamente trasformato da Renzo Rosso, che ha esplicitato il suo ordine di scuderia: mirare a un “campionato importante”. Per farlo ci vuole una squadra all’altezza e, se la società ha cambiato idea, deve metterci i soldi che servono.
Terzo punto: la resa in B del gruppo che ha conquistato la promozione. La linea scelta dall’area tecnica del Vicenza è quella di confermare quasi in toto la rosa dell’anno scorso e in questo senso si sono mossi i direttori con una serie di prolungamenti di contratto (quasi tutti fino al 2028), da cui si deduce non solo che s’è scelta la continuità ma anche che si è data una prospettiva di un paio di stagioni ai giocatori, alcuni dei quali vicini alla trentina.
Per ora ci sono state due new entry (l’attaccante Moncini e il centrocampista Corazza), ce ne saranno sicuramente altre, ma non ci si deve aspettare l’arrivo di qualche “pezzo da 90”: lo stesso Rosso ha detto che non vuole primedonne in squadra. Sarà, dunque, un Vicenza fotocopia di quello dell’anno scorso quello che si batterà in B e si può avere qualche riserva su un rendimento pari pari nella nuova categoria. Bisogna tener presente che l’anno scorso il Vicenza non ha fatto chissache con le avversarie migliori (Brescia, Lecco, non parliamo del Trento e il Cittadella non è mai stato fra le top) e ha preso una brutta bastonata in casa con il Benevento in Coppa. In B non ci saranno squadrette paesane o di periferia e, come s’è visto anche l’anno scorso, i punti intercorrenti fra playoff e playout sono sempre pochi.
Il gruppo di Gallo ha un solo anno di vita e, in questo anno, è stato abituato a vincere senza nemmeno fare troppa fatica e le situazioni in cui è stato messo alla prova sono state pochissime. Come reagirà alle difficoltà della B? Riuscirà a essere ancora dominante, a reagire bene alle eventuali difficoltà, a fronteggiare avversari di qualità superiore o abituati al clima della Cadetteria?
Nello scorso campionato parecchie partite sono state vinte “di squadra” e questo potrà succedere senzaltro anche nel livello più alto ma, in certe occasioni e contro certi avversari, potrebbe non bastare. Servirebbero uomini di qualità, che fanno la differenza da soli, e queste sono figure che forse non piacciono tanto a Fabio Gallo, che ha una visione collettivistica della squadra. Un Ronaldo, un Ferrari non troverebbero mai posto nel gruppo improntato al credo del tecnico, alla sua pretesa che tutti si mettano a disposizione senza eccepire sul minutaggio o sul ruolo. È un bel rebus e la società ha scelto l’aurea mediocritas, non intesa nel senso moderno di modestia ma in quello latino di giusto mezzo.
GIANNI POGGI

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