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LR VICENZA. DEBUTTO NO PER I BIANCOROSSI SCONFITTI IN COPPA ITALIA DAL CATANIA DOPO I RIGORI

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Una squadra a immagine e somiglianza di quella dell’anno scorso e anche con qualcosa in meno. L’LR Vicenza che ha debuttato al Menti nella prima gara ufficiale della stagione, il preliminare di Coppa Italia contro il Catania (1-1, 4-5 d.i.r.), ha riproposto – come ci si aspettava – pregi e difetti della versione 2025-2026, non solo perchè nell’11 iniziale Gallo ha messo in campo 10 titolari della Serie C ma anche perchè gioco, tattica, corsa e velocità sono stati gli stessi.
Rispetto all’anno scorso, poi, in questa partita è mancata la caratteristica principale dei biancorossi dominatori del Girone A di Lega Pro e cioè l’incidenza dei quinti: Costa a sinistra e Caferri (e poi Pietrelli) a destra non sono riusciti a dare un adeguato contributo alla fase offensiva e nemmeno a essere efficaci in quella difensiva. Anzi, i due esterni del Catania – soprattutto un ottimo Cicerelli – li hanno costretti a tenere una posizione bassa per dare una mano ai colleghi del terzetto di difensori centrali.
La sintesi di questo confronto è: il Vicenza è stato eliminato dalla Coppa Italia sul proprio campo da una squadra di Serie C, per di più priva di metà dei titolari e con solo cinque giocatori in panchina (fra cui un 2007, un 1990 e l’ex-Rolfini in odore di cessione), perchè non ha potuto utilizzare i nuovi per irregolarità burocratiche.
E non basta, perchè il Catania in più fasi del match è stato superiore per qualità di gioco, agonismo e velocità azzerando la disparità di categoria tant’è che questo preliminare di Coppa è sembrato più un confronto fra due squadre top di Serie C.
A due settimane dall’inizio del campionato non si può proprio dire che il Lane sia vicino alla forma necessaria per affrontare un avvio di calendario tutt’altro che agevole, in cui i biancorossi dovrebbero sfruttare la continuità tecnico-tattica per raccogliere subito più punti possibile.
Proprio questo concetto-cardine di continuità, che ha improntato l’impostazione della stagione, è stato venato in Vicenza-Catania da un connotato negativo: se, infatti, la continuità non è corroborata da un salto di qualità, rischia di diventare una zavorra anzichè un plus. L’upgrade deve esserci nel rendimento individuale, con prestazioni a livello della categoria, e nel tema tattico, con l’adozione di moduli più originali dello schematico 3-5-2 che, per funzionare bene anche in B, ha bisogno di interpreti più intraprendenti e brillanti.
Gallo, a corto di altre prove importanti fino al 21 agosto in cui fare verifiche, è stato praticamente costretto in questa partita a scombussolare un po’ la formazione, cosa che – come s’è visto l’anno scorso – è anche un po’ una sua consuetudine. Se, infatti, l’intera difesa è rimasta la stessa per tutti i 97′ minuti della partita, per il resto è cambiato quasi tutto in corso di gara: a parte Costa sempre in campo (perchè non si è visto Corazza?) e Carraro (magari un regista più dinamico avrebbe pesato di più), l’allenatore ha sostituito via via il quinto di destra, entrambe le mezzali e la coppia di attaccanti.
È ovviamente prematuro e poco fondato dopo una sola partita far suonare gli allarmi, ma vanno smentite fin dalla prima giornata di campionato le critiche che, sotto-sotto, già sono state mosse alla società e, cioè, di aver valutato adeguata alla categoria superiore una rosa che ha fatto benissimo in C in un girone di una modestia vistosa ma che è tutto da dimostrare che lo sia anche in B. Una rosa che, finora, è stata rinforzata marginalmente con giocatori a costo zero e prestiti e che, soprattutto, sembra avere qualche lacuna in ruoli importanti: un regista dinamico, una mezzala offensiva e un attaccante da area.
Contro il Catania qualche giocatore ha dato meno del previsto e non si può escludere che, al di là dei limiti individuali, il gioco voluto da Gallo freni le iniziative personali, che, a ben vedere, sono di solito concesse quasi solo ai quinti e agli attaccanti. Gli altri devono più badare alla posizione e al possesso e non sempre, come nella partita di Coppa, ci riescono.
L’unica nota positiva è stata Moncini, che ha dimostrato di essere un attaccante di razza, pur non avendo un partner in area (Alessio si è visto poco), ed ha segnato un gol pregevole (nella foto).
GIANNI POGGI
LR Vicenza-Catania 1-1 (4-5 dopo i calci di rigore)
LR Vicenza (3-5-2): Gagno; Cuomo, Leverbe, Sandon; Caferri (s.t. 17′ Pietrelli), Zonta (s.t. 17′ Pellizzari), Carraro, Talarico (s.t. 27′ Valoti), Costa; Alessio (s.t. 32′ Rauti), Moncini (s.t. 27′ Morra). A disposizione: Massolo, Basso, Marchizza, Vescovi, Brighenti,  Broggian, Corazza, Rada. All. Gallo
Catania (4-3-2-1): Dini; Raimo (s.t. 43′ Ponsi), Ierardi, Quaini, Donnarumma; Corbari, Di Tacchio, Jimenez; Cicerelli (s.t. 43′ Catania), Lunetta (s.t. 17′ Rolfini); Leonardi (s.t. 23′ Caturano). A disposizione: Vitali. All. Longo
Arbitro: Renzi di Pesaro (Galigani, Montanelli, 4° ufficiale Pizzi)
Reti: p.t. 25′ Moncini, 40′ Cicerelli su rigore.
Rigor: Caturano (C) gol, Costa (V) palo, Jimenez (C) gol, Leverbe (V) gol, Rolfini (C) gol, Rauti (V) gol, Di Tacchio (C) parato, Valoti (V) gol, Quaini (C) gol, Morra (V) alto.
Note: spettatori 5.053 (di cui 54 ospiti). Ammoniti Lunetta e Raimo. Angoli 5-3. Recupero: 2′, 5′.

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