
LR VICENZA. NELLA TRASFERTA A VERCELLI SERVE LA VERA CAPOLISTA
L’11 giugno del 1911 la Pro Vercelli sconfisse il Vicenza per 3-0 nella finale di andata del campionato di Prima Categoria (la Serie A di
Mantenendo la media di 2,7 punti a gara l’LR Vicenza finirebbe il campionato con uno strabiliante totale di 103 punti. Forse non ci riuscirà perchè variabili e imprevisti sono possibili da qui al 26 aprile 2026 ma sono comunque alte le possibilità che i biancorossi centrino il record assoluto per la Serie C a 20 squadre, che è di 96 punti.
Uno dei fattori del successo del Lane di questo campionato è la rosa, che è completa equilibrata e omogenea. Poco si ricorda che il merito di ciò è del direttore sportivo Giorgio Zamuner, che in pochi giorni è riuscito a individuare e a portare a Vicenza i giocatori più adatti a sostituire quelli della vecchia guardia che non rientravano più nel progetto e a fondere quelli rimasti con le new entry in un gruppo che sembra giochi assieme da più stagioni.
Zamuner lo ha messo nelle mani di Gallo (nella foto), che lo ha altrettanto rapidamente improntato a sua immagine e somiglianza e ne ha ottenuto disponibilità e risposte sul campo anche superiori al reale valore dei singoli.
Oggi sembra tutto scontato ma non bisogna assolutamente dimenticare che nella scorsa estate c’è stata una mezza rivoluzione che ha coinvolto l’allenatore e mezzo spogliatoio. Di solito questi ribaltoni richiedono un adeguato rodaggio per far andare a regime la squadra e, invece, il Vicenza è partito subito più che bene, come s’è visto nelle due partite di Coppa Italia e, soprattutto, nel primo tempo a Marassi con il Genoa.
Dopo due mesi è sotto gli occhi di tutto il calcio questo Vicenza che è l’unica squadra professionistica italiana che non ha mai perso, che è imbattuta in casa da 43 partite, che ha il maggior numero di vittorie di tutta la C, che ha la miglior differenza reti di tutta la categoria.
Ma non ci sono solo i numeri a documentarne la eccezionalità, perchè lo dimostra il campo: è, infatti, una squadra ingiocabile, che in un modo o nell’altro sa centrare il risultato, che non ha lassità o distrazioni, che prende le misure dell’avversario di turno e lo azzera.
Si può, forse, eccepire che la qualità del gioco non è eccelsa e che è poco spettacolare, da una capolista ci si può aspettare qualcosa di più. Ma questa è una scelta programmatica dell’allenatore che, già al suo arrivo, aveva detto che avrebbe messo al primo posto il risultato anzichè il bel gioco. In terza serie è così, quel che conta per vincere il campionato è prima di tutto la continuità, che si realizza con l’agonismo e con la concentrazione.
Proprio nella partita al Menti con il Renate si è realizzato appieno questo mix. Il Lane non ha giocato bene e ha lasciato spesso l’iniziativa ad un avversario rispettabile ma modesto, rischiando qualcosa solo nel secondo tempo. Ma alla giornata non brillante ha rimediato con la consueta solidità del gruppo, che ha concesso ben poco ai nerazzurri e ha tenuto botta anche con i cambi che sono stati, come sempre, all’altezza dei titolari.
E poi c’era in vista il doppio prossimo impegno con Brescia e Lecco, che comportava un atteggiamento accorto per evitare cartellini di ogni colore, infortuni e affaticamenti. Il Vicenza si è modulato su questi obbiettivi e ha comunque ottenuto i tre punti che servivano a mantenere un adeguato distacco da Lecco e Brescia.
GIANNI POGGI

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