
LR VICENZA. SOLO UN PAREGGIO A CHIAVARI CONTRO UNA MODESTA VIRTUS ENTELLA
Vabbè, anche un punto va bene ma il 2-2 dell’LR Vicenza a Chiavari con la Virtus Entella, maglia nera del campionato a 0 punti, si
Una vittoria suggella l’esordio dell’LR Vicenza in campionato e il ritorno in Serie B. Al Menti è il Catanzaro, finalista playoff l’anno scorso, a mettere alla prova i biancorossi e a concedere loro i primi tre punti in una partita multiforme ed equilibrata, piena di spunti più tecnici per la squadra ospite e più agonistici per quella di casa.
Il Lane vince in rimonta solo nel finale, dopo essere stato costretto per due volte a recuperare lo svantaggio, e, infatti, il suo successo è figlio sia della volontà della squadra di non mollare che della continuità nel gioco e nel carattere ereditata dal campionato precedente.
Il Vicenza si è fatto apprezzare più sotto il profilo agonistico che sotto quello qualitativo e ha conquistato i quasi 11.000 spettatori sulle tribune del Menti (per altro già molto bendisposti a prescindere) assorbendo l’invito e la spinta del suo pubblico a celebrare la ricomparsa fra i Cadetti con una vittoria.
Tatticamente i due allenatori hanno proposto quanto ci si aspettava: Gallo ha disposto i suoi come sempre con i tre difensori, i due quinti e i tre centrali e le due punte. Gorgone è stato un po’ più duttile scegliendo un modulo con difesa a 4, tre centrocampisti, 2 trequartisti e una punta, variato a seconda delle circostanze in un 4-4-2.
Il Catanzaro si è mosso meglio (soprattutto nella prima mezzora) nel palleggio e nella costruzione del gioco a ranghi compatti, ma non sempre i ripiegamenti sono stati tempestivi e coordinati tant’è che il Vicenza ha avuto più possibilità di colpire in ripartenza, per altro senza riuscirci.
Gorgone non aveva tutta la rosa a disposizione, anzi: squalificato era il terzino destro Frosinini, infortunati Borrelli, Volpe e Seha e, soprattutto, Pafundi, dotato trequartista a caccia di definitiva affermazione. Pecorino, appena arrivato e non ancora in condizione, nemmeno era in panchina, come Pittarello, in partenza per Pisa.
Il Catanzaro in campo al Menti era solo parente, quindi, e nemmeno molto stretto di quello che l’anno scorso ha sfiorato la promozione in A, ed era anche tarato dalle innovazioni estive che hanno alienato i pezzi pregiati e inserito molte new entry. Gorgone, a sua volta nuovo in panchina, ha disegnato un 11 iniziale ben diviso fra 6 giocatori prossimi o sopra i 30 anni e 5 nati nel nuovo secolo, questi ultimi non proprio di gran livello. Con i cambi è andata peggio perchè sono entrati 4 giovani e solo il veterano Di Francesco.
Il Vicenza ha fatto vedere una migliore condizione atletica, che gli ha consentito prima di recuperare due svantaggi e, poi, di finire il match in trazione. Gallo ha optato all’inizio per una quasi completa conferma del gruppo storico a parte gli innesti di Marchizza (per Sandon), di Valoti (per Zonta) e di Moncini. Ha riproposto i 2004 Pellizzari (ha preso un palo) e Alessio e, nei cambi, ha concesso una mezzora a Pietrelli e a Zonta e una ventina di minuti a Rauti, Morra e Corazza. A parte “mister mezzo milione” (Rauti, emarginato come l’anno scorso), tutti i nuovi entrati hanno fatto crescere il rendimento della squadra e soprattutto Pietrelli ha dato un upgrade alla fascia destra, accreditandosi come futuro titolare nel ruolo.
Nessun reparto del Lane è stato perfetto. La difesa ha preso due gol (uno inevitabile vista la prodezza di D’alessandro, l’altro su cui si poteva fare meglio) e almeno un paio di pallegol sono state sventate da Gagno. Il centrocampo non ha brillato nè nell’impostazione del gioco nè nel contrasto e la svolta positiva c’è stata solo con la sostituzione del lentissimo Carraro con il più dinamico Zonta, reclutato in regia per la indisponibilità di Rada. Gli attaccanti hanno dato in misura discontinua e non omogenea: Moncini e Rauti si sono visti poco, Alessio forse non è ancora pronto come titolare e Morra ha ottimizzato con un gol il poco minutaggio che Gallo gli ha dato. Non per niente due dei tre marcatori vicentini sono stati un difensore e un esterno (Cuomo e Pietrelli) su calcio d’angolo.
Il Vicenza bello è stato quello dell’ultima mezzora, trascinante per il pubblico e dominante in campo. Il merito è anche di Fabio Gallo che, evidentemente, sa tenere eccome in mano il gruppo e ottenere quello che vuole. Certo, se tutte le partite dovessero essere tirate come questa, la fatica potrebbe pesare a un certo punto.
Nella foto: i marcatori biancorossi Cuomo Pietrelli e Morra
GIANNI POGGI
Vicenza-Catanzaro 3-2
Vicenza (3-5-2): Gagno; Cuomo, Leverbe, Marchizza; Caferri (17’ st Pietrelli), Valoti, Carraro (17’ st Zonta), Pellizzari, Costa (31’ st Corazza); Alessio (26’ st Rauti), Moncini (31’ st Morra). A disposizione: Massolo, Basso, Broggian, Brighenti, Sandon, Vescovi, Talarico. All. Gallo
Catanzaro (3-4-2-1): Pigliacelli; Ruggero, Antonini, Verrengia; Candela, Petriccione, Mosti (37’ st Giovane), D’Alessandro (13’ st Dorval); Alesi (37’ st Di Francesco), Iemmello (28’ st Tchaouna); Koffi (Arditi). A disposizione: Marietta, Bashi, Postiglione, Garnica, Esteves, Buso, Reita. All. Gorgone
Arbitro: Federico La Penna di Roma 1; assistenti: Costanzo e Monaco; Quarto ufficiale: Luongo; VAR: Baroni e Paganessi.
Reti. pt: 17’ D’Alessandro (C), 38’ Cuomo (V); st: 5’ Verrengia (C), 34’ Pietrelli (V), 44’ Morra (V).
Note. Spettatori: 10.960 di cui 8.489 abbonati e 377 ospiti. Ammoniti: Iemmello (C), Alessio (V), Petriccione (C), Costa (V), Giovane (C). Angoli: 10-6; recupero: 2’, 6’.

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