
LR VICENZA. I BIANCOROSSI TORNANO DA NOVARA CON UN PAREGGIO E UN CERO DA PORTARE A MONTE BERICO
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Con l’arrivo, non ancora ufficiale ma dato per certo, di Stuckler e il ritorno, altrettanto solo ufficioso, di Rauti, l’LR Vicenza 2025-2026 è definito. Sono nove le new entry: il portiere Gagno, il difensore centrale Benassai, gli esterni Tribuzzi e Caferri, i centrocampisti Rada, Vitale e Formisano, gli attaccanti Capello e Stückler. A questi si aggiungono il secondo portiere Massolo e Rauti, già in forza l’anno scorso, e il centravanti Alessio, in rientro dal prestito all’Atalanta Under 23.
Non c’è che dire, la eliminazione nella semifinale dei play off ha, paradossalmente, portato a una rivoluzione che non c’era stata, invece, dopo la più traumatica sconfitta in finale della stagione precedente.
A cose fatte, e quindi con il senno di poi, si può giudicare un errore non aver fatto nel 2024 il rinnovamento messo in atto ora, perchè il calcolo di tenere una squadra pressochè immutata pur se penalizzata dalle lungodegenze di Ronaldo, Ferrari e Rolfini (e in attesa del loro rientro a metà campionato) si è rivelato sbagliato. Vero che il Vicenza è stato un protagonista fino alla fine, ma non ha centrato nè la promozione diretta nè quella nella seconda fase, perchè sono mancati solo alcuni dettagli che, alla fine, hanno fatto la differenza.
La lacuna determinante è stata l’atteggiamento agonistico della squadra, spesso (soprattutto in trasferta) poco aggressiva e concentrata, illusa di poter far sua la partita per la sola superiorità tecnica e qualitativa. Un atteggiamento non da Serie C, livello in cui pesano, e non poco, anche altri fattori come aggressività, tenacia e, qualche volta, forza della disperazione. Senza contare aspetti logistici come dimensioni e fondo dei campi, che non favoriscono certo chi cerca il gioco.
Non è mancata solo la squadra, certo, perchè alcune responsabilità si possono addebitare all’allenatore Stefano Vecchi, che si è incaponito su un modulo a centrocampo che non era sostenibile, che ha insistito a far giocare l’inutile Della Morte, che a un certo punto (dopo la partita con l’Atalanta Under 23) ha rotto con i giocatori più importanti in spogliatoio. E non è nemmeno stato esemplare il suo accordo con l’Inter nel momento più importante e delicato del campionato.
Il nuovo Vicenza è parente del suo predecessore solo in difesa, perchè questo è l’unico reparto che è stato confermato integralmente. È cambiato, però, il portiere e dovrà necessariamente passare il rodaggio l’intesa fra Gagno e i tre difensori centrali. Il centrocampo è annunciato con cinque giocatori, due esterni e due mezzali oltre al regista. Un assetto che dà più garanzie rispetto a quello a 4 di Vecchi a condizione che i quinti siano in grado di lavorare bene e con continuità in tutte e due le fasi (e, quindi, servono due giocatori per ogni fascia per far fronte a un campionato impegnativo) e che gli interni siano tanto mediani che mezzali, a seconda delle necessità. C’è, infine, un nuovo regista: Rada (pupillo al Trento del d.s. Zamuner) è un giocatore molto dotato, ma che nelle ultime due stagioni è stato a lungo infortunato. Se a Vicenza avrà continuità di presenze, potrebbe essere l’anno giusto per lui.
L’attacco, infine, ha un assortimento di giocatori in grado di assicurare più soluzioni offensive. Il modulo di Gallo contempla una coppia di punte e la composizione dipenderà da molti fattori che, al momento, sono imprevedibili come l’intesa fra gli attaccanti e il collegamento con i centrocampisti. Il tecnico ha disposizione un centravanti fisico (Stuckler), uno più mobile (Morra), una seconda punta (Rauti) e un attaccante atipico (Capello) e può contare anche su un giovane in cerca di spazio qual è Alessio.
Nel complesso la nuova squadra si delinea più di categoria rispetto a quella di Vecchi e idonea al verbo di Gallo che predica intensità, dedizione, agonismo e che, con molto pragmatismo, fra il risultato e il gioco sceglie il primo.
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