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LR VICENZA. CON LA VITTORIA SULLA PRO VERCELLI IL LANE È LEADER SOLITARIO. ADESSO CI VUOLE UN GIOCO DA CAPOLISTA

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La analisi di LR Vicenza-Pro Vercelli va fatta separando il risultato (e la conseguente classifica) dalla prestazione: un 10 al primo e una sufficienza appena appena alla seconda. Conviene tener distinti i due profili perchè non c’è un denominatore comune, nel senso che la vittoria e il primato in solitaria non sono frutto di un gioco da capolista e di una supremazia palese in campo.
Il Vicenza è primo con 2 punti di distacco dal Lecco e addirittura 5 da Brescia, Inter e Alcione. Colpisce soprattutto quest’ultimo dato perchè è macroscopico dopo appena 7 partite. I biancorossi sono anche i migliori del girone per gol segnati e subiti, rispettivamente 15 (come Brescia e Albino) e 2, e hanno anche ottenuto più vittorie di tutti (6).
Statistiche da top team e che, in effetti, si rispecchiano in un primo posto meritatissimo che già oggi indicherebbe un cammino trionfale verso l’obbiettivo a cui puntano società, squadra, tifosi, una città e una provincia.
Sia in casa che in trasferta un entusiasmo travolgente accompagna la squadra, gli spettatori al Menti sono sempre almeno 8.000 e quelli che seguono i biancorossi “away” (come si dice nel marketing sportivo) molto spesso sono più numerosi di quelli locali.
Quest’anno si è cementata subito una sintonia ancor più forte fra tifoseria, giocatori e allenatore, difficilmente spiegabile dopo due brucianti delusioni consecutive, e c’è un sentimento diffuso di fiducia e di ottimismo che sembra già una mezza euforia, alquanto prematura a dire il vero, giustificata dall’anelito verso un traguardo per troppo tempo mancato. Basta il profumo del primo posto per sentirsi in paradiso.
Poi, però, c’è la prestazione. E su questa il discorso cambia perchè il gioco del Vicenza non è da primo della classe o meglio non lo è in assoluto secondo un modello di calcio che collega qualità e spettacolo al rendimento.
Nel caso del Lane di questo inizio campionato il confronto va, invece, relativizzato ed è più appropriato dire che, se i biancorossi stanno dove stanno, è anche perchè le altre fanno peggio, a cominciare proprio dalle concorrenti alla promozione: il Brescia va a corrente alternata, il Citta è talmente spaesato da essere finito nei bassifondi, il non pronosticato Lecco non ha ancora i galloni della rivelazione e il Trento non ha per ora dimostrato di essere la quarta forza del girone. Esagerando un po’ si potrebbe dire che finora in campionato c’è un Vicenza leader e tutte le altre fanno arredamento.
La domanda da farsi è se questo statu quo possa ritenersi già il leit motiv delle prossime 31 giornate e la risposta non può essere ovviamente sì perchè, prima di tutto, questa indicazione dopo nemmeno un quinto di calendario è priva di fondamento tecnico e, poi, perchè si sa che i campionati di solito si decidono in primavera. C’è, invero, la possibilità che i biancorossi facciano come il Mantova del 2024 accaparrandosi un vantaggio incolmabile già a marzo, ma ci sono ancora tante prove da vincere nel frattempo.
Gallo si sta meritando la fiducia facendo rendere una squadra che non ha fenomeni al massimo delle sue potenzialità. In fondo sta ripetendo quello che ha ottenuto l’anno scorso da un Entella formidabile per continuità e affidabilità.
GIANNI POGGI

Nella foto Morra e Stuckler



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