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LR VICENZA. CHIUSURA DELL’ANDATA CON LA TRIESTINA IN UN TESTACODA SOLO APPARENTE

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Sarebbe ovviamente sbagliato e imprudente etichettare il prossimo e ultimo impegno dell’Andata dell’LR Vicenza come un testacoda. È un dato innegabile che la Triestina è la maglia nera della classifica con un punteggio addirittura negativo, ma la considerazione della squadra allenata da Attilio Tesser va fondata su altri dati.
Bisogna partire dalla scorsa estate: l’Alabarda rischiò fin quasi in extremis di non potersi iscrivere al nuovo campionato a causa del prolungarsi della cessione ad una nuova proprietà e questo ritardo bloccò di fatto la preparazione della nuova stagione sportiva e, quindi, niente calciomercato se non per cessioni, niente ritiro e un punto di domanda su chi sarebbe stato l’allenatore.
Solo ai primi di settembre la situazione si è sbloccata con il subentro del nuovo proprietario House of Doge, con la nomina del nuovo presidente Tom Zelenovic (dimessosi POI in ottobre) e con il pagamento di stipendi e contributi.
Ma il voltar pagina è stato tardivo e non è servito a evitare una nuova penalizzazione di 13 punti per le insolvenze pregresse, che, sommati ai 7 già comminati, ha fatto partire la Triestina con un passivo di 20 punti, saliti a 23 con un ulteriore sanzione di 3 punti a fine ottobre. Ne sono stati recuperati 21 in 18 giornate, per cui la classifica attuale dell’Alabarda va riletta: al netto delle penalizzazioni sarebbe in 11a posizione, solo 1 punto fuori dalla Top Ten.
Non è stato facile arrivare a metà stagione rimarginando l’handicap iniziale. La squadra ha dovuto affrontare le prime partite con una preparazione inadeguata, senza certezze sul futuro sportivo e societario, con una rosa decimata e depauperata degli elementi migliori e con un allenatore (Geppino Marino) che si sapeva precario, tant’è che alla 11a giornata è stato sostituito con il clamoroso ritorno di Attilio Tesser (nella foto).
Sembrava, dunque, una mission impossible quella della Triestina 2025-2026 ma, a questo punto, le speranze di salvarsi non sono più così infondate, anche se si dovesse arrivarci passando per i play out. Il basso livello del girone, infatti, agevola il cammino per una squadra che è sicuramente superiore nella rosa a molte avversarie della fascia destra della classifica.
Non ostante tutto, nel gruppo squadra ci sono giocatori di qualità e le lacune in attacco potrebbero essere annullate nella sessione di gennaio dei trasferimenti. Soprattutto a centrocampo la Triestina è ben strutturata: ci sono uomini di esperienza e dotati come Ionita, Crnigoj, D’Urso e giovani promettenti come Gunduz e Jonsson in grado di reggere il confronto con qualsiasi avversario.
Dalle statistiche emerge un dato singolare, perchè la squadra di Tesser è la quarta migliore come rendimento interno con 16 punti (4 vittorie e altrettanti pareggi a fronte di una sola sconfitta) mentre è decisamente la peggiore in trasferta, dove ha messo insieme solo 5 punti con una vittoria e 2 pari, segnando appena 4 gol e subendone 11. Nelle ultime 5 partite fuori casa ci sono stati 4 stop e un pareggio, a conferma che nemmeno un gran tecnico come Tesser è riuscito a risolvere il problema.
Nel trend più recente di 5 gare la Triestina è una delle più in forma, visto che è addirittura la quarta migliore del campionato con 8 punti all’attivo (3 in meno del Vicenza) ed è anche quella che ha segnato di più con 9 centri, 5 dei quali nell’ultima partita con l’Albino Leffe.
Al Menti ci si può aspettare una Triestina decisa a non perdere e, magari, con la segreta speranza di ottenere quei 3 punti che le servirebbero per cancellare il segno negativo dalla sua classifica proprio a metà campionato.
GIANNI POGGI

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