
LR VICENZA. CON IL GIANA RIPRENDE LA CORSA VERSO LA SERIE B
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Stavolta l’LR Vicenza non ha fatto il fenomeno e si è dovuto accontentare di uno 0-0 con la modesta Dolomiti Bellunesi, interrompendo la serie di vittorie consecutive in casa alla pur ragguardevole quota 12.
La prestazione dei biancorossi c’è stata ma non al 100% perchè hanno dato il massimo in corsa, agonismo e gestione ma sono mancati in qualità. Raramente si sono visti tanti errori nei passaggi, nei cross e nelle conclusioni e anche la difesa non è stata attenta in un paio di occasioni.
Poco cambia, comunque, ai fini della corsa alla vittoria del campionato, visto che il Lecco ha perso e il Brescia pareggiato, e il record di imbattibilità stagionale è salito a 25 giornate e cioè quasi due terzi del campionato.
Non si può, però, trascurare qualche limite che è riemerso in questa partita e nemmeno una inedita difficoltà a trovare soluzioni tattiche adeguate contro un avversario che ha giocato bassissimo e chiuso per tutta la partita.
A questo proposito, è sbagliato accusare di non gioco e di gioco ostruzionistico la squadra bellunese, che non è scesa al Menti per fare il partitone ma solo per ottenere il massimo che le consentiva la differenza di rango, di rosa e di qualità rispetto alla capolista. E, bisogna riconoscerlo, l’ha fatto bene, ricorrendo a un esplicito “catenaccio” d’antan e a tutte le furbate che tutti e da per tutto adoperano quando le circostanze lo impongono. Fuori luogo, quindi, fare tanto gli snob e le vergini, come se il Vicenza e il suo antenato Lanerossi Vicenza non avessero mai fatto ricorso a questi mezzi.
La Dolomiti, dopo aver visto la mattanza della Pro Patria, che contro il Lane ha preteso di giocarsela alla pari e ha rimediato un poker e rischiato la manita, ha pensato bene di fare il contrario e ha risucchiato i vicentini nella propria metà campo chiudendo loro spazi e traiettorie, costringendoli ad allargare la fase offensiva e a scoprirsi sulle ripartenze.
Proprio su quest’ultimo aspetto è riemerso un limite del Vicenza, la difficoltà a fronteggiare i contropiede. Stavolta sono state almeno tre le opportunità che si è creata così la Dolomiti e l’ultima è anche costata la inevitabile espulsione di Vitale (nella foto).
Un altro limite che si è rivisto è quello della concretezza in zona gol. Si produce molto gioco offensivo ma la capacità di finalizzarlo non è sempre adeguata. Così è stato con la Dolomiti, graziata più volte nel primo tempo dal piede storto di cui soffriva qualche giocatore vicentino.
Inedita, invece, la difficoltà del Lane di trovare le contromisure all’atteggiamento super difensivo della Dolomiti. Il copione è stato lo stesso per tutta la partita, non si è cambiata la impostazione data all’inizio pur davanti alla inadeguatezza a scardinare le barricate avversarie. Nemmeno i cambi, stavolta, sono serviti. Per risolvere il rebus ci sarebbe voluta maggior qualità, qualche giocata, un numero estemporaneo ma non si sono visti. Palese, soprattutto, l’assenza di Costa: son mancati i suoi cross, le sue fughe border line, i suoi assist. Talarico non è la stessa cosa e, per di più, si è presto spento.
Nell’ultimo terzo di campionato il Lane si troverà spesso davanti avversari arroccati come la Dolomiti, tutte le squadre per un motivo o per l’altro devono far punti anche perchè la classifica è molto compattata sia nelle Top ten che sul lato destro, dove sono ancora aperte le chance di molte sia di entrare in zona play off che di evitare i play out, se ci saranno.
Gallo deve inventare qualcosa per ovviare e, con la rosa a disposizione che si ritrova, non dovrebbe essere difficile trovare le contromosse.
GIANNI POGGI

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