
LR VICENZA. I BIANCOROSSI TORNANO DA NOVARA CON UN PAREGGIO E UN CERO DA PORTARE A MONTE BERICO
Un tradizionale detto del tifoso vicentino (bisogna portar un siero a la madona de Monte Berico) ci sta tutto all’epilogo di un Novara-LR Vicenza che
Dopo le prime due giornate di campionato ci si ritrova con l’Arzignano capolista e l’LR Vicenza già a inseguire a -2. Paradossale quanto precario esito di un inizio di torneo in cui solo una cosa è certa e cioè che le favorite non sono partite con il piede giusto visto che, oltre ai biancorossi, anche il Cittadella e il Brescia sono all’inseguimento e la squadra di Aimo Diana ha già incamerato la prima sconfitta addirittura in casa.
La partita del prossimo turno fra Vicenza e Arzignano si profila, quindi, soprattutto come scontro per il primato perchè sarebbe anche un derby provinciale ma, sotto questa veste, è ben poco sentito.
Dopo la sbornia del 5-0 inaugurale al Lumezzane, il Lane è incappato in una prima trasferta di tutt’altro stampo visto lo 0-0 ottenuto a Salò, dove la matricola Ospitaletto gioca le gare interne finchè non saranno conclusi i lavori di adeguamento del Curioni.
Da questo impari confronto ci si poteva aspettare dai biancorossi un bis del successo straripante nel gioco e nel risultato della partita precedente. L’Ospitaletto è, infatti, una squadra appena arrivata fra i professionisti dopo una doppia promozione fra i Dilettanti, ha conservato l’ossatura della stagione precedente ed è guidata da un allenatore a sua volta all’esordio in Serie C. Aggiungiamo, poi, che l’età media della rosa è più che green (22 anni e mezzo) e che il valore della stessa è addirittura inferiore ai tre milioni di euro. Il profilo dell’avversario dei biancorossi era, insomma, tranquillizzante e prometteva un match da dominare e gestire senza patemi o difficoltà.
La previsione è stata, invece, contraddetta dal campo sia per merito dell’Ospitaletto, che ha dimostrato di avere già un ottimo ambientamento nella categoria superiore giocando con concretezza e ordine, sia – e forse soprattutto – per demerito del Vicenza, che, invece, rispetto alla prestazione di sette giorni prima si è trasfigurato in uno sbiadito contendente.
Un Lane, insomma, che ha ricordato la versione dell’anno scorso nelle partite esterne e cioè senza grinta, troppo elaborato, evanescente in attacco e perfino non impeccabile in difesa. Come nel campionato precedente, la ragione principale della mediocrità di Salò sta nel centrocampo: anche nella versione con cinque giocatori il reparto non è sembrato migliore di quello messo in campo da Vecchi, replicandone la lentezza, la insistenza nel palleggio, la sclerotizzazione dell’azione offensiva sulle fasce e i pochi inserimenti delle mezzali.
I due esterni (Costa e Tribuzzi, poi sostituito da Caferri) non hanno contribuito quanto ci si potrebbe aspettare da giocatori con le loro caratteristiche e le mezzali Pellizzari e Vitale non hanno dato come con il Lumezzane, spesso imprecise e senza un’idea chiara sul proprio apporto. Carraro (nella foto) ha confermato quanto già si sapeva di lui e cioè che è un regista arretrato, bravo più nella interdizione che nella costruzione e lento sia nel movimento personale che in quello della palla.
Il reparto opposto dell’Ospitaletto non era niente di che ma è stato ordinato e puntiglioso quanto basta per mettere in difficoltà i biancorossi, spesso anticipati e costretti all’errore.
La coppia di attaccanti iniziale Morra-Capello si è rivelata anche stavolta poco incisiva e l’intesa fra i due sembra ancora piuttosto indietro. I cambi ruolo-su-ruolo con Stuckler e Rauti hanno dato più vivacità nel finale ma nulla hanno aggiunto al tabellino. Stavolta, poi, nemmeno sono serviti i 7 calci d’angolo, che di solito il Vicenza sa gestire molto bene.
Un po’ di delusione è venuta anche dall’allenatore che, per la prima volta, non ha ottenuto dai suoi giocatori quell’impronta di agonismo e concentrazione che è il suo marchio di fabbrica. Gallo ha riproposto la stessa formazione scelta per il Lume ma la prestazione degli stessi giocatori è stata completamente diversa e non è riuscito a cambiare le cose in corso di gara.
GIANNI POGGI

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supponenza. non si andrà in B. ancora una volta tutti alla ricerca dello spunto personale del mettersi in mostra. Non sono una squadra ma una somma di individualità…e se continuano cosi ..pessimo campionato. il Vicenza deve essere umile, dimenticare il passato, invece chi viene a Vicenza viene a mettersi in mostra.