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LR VICENZA. ANCORA TANTI PUNTI DI DOMANDA PER LA PROSSIMA STAGIONE: ALLENATORE, ROSA, BUDGET

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Sono passate poco più di due settimane dalla sconfitta dell’LR Vicenza a Terni, che ha confinato per un’altra stagione la società biancorossa nel terzo livello del calcio nazionale, e di novità ne arrivano davvero pochissime da Largo Paolo Rossi anche se, cambiando prospettiva, manca ormai solo un mese al raduno della squadra e alla partenza per il ritiro precampionato.
La eliminazione nella semifinale dei play off dovrebbe, secondo logica e tecnica, interrompere la continuità fra la realtà biancorossa delle ultime due stagioni e la prossima perchè la seconda mancata promozione consecutiva è sentita come un pesante fallimento, anche se il Vicenza ha avuto un ruolo di primo piano nel campionato scorso e le circostanze sono state in qualche occasione piuttosto strane e incomprensibili.
La opportunità di cambiare è, quindi, indiscutibile ma bisogna capire quanto e come. Fino al 28 maggio l’allenatore Stefano Vecchi (nella foto) non era in discussione in forza dei due brillanti campionati sotto la sua guida, della somma di punti da record ottenuta nell’ultimo e dell’aver centrato una finale e una semifinale dei play off. Gli era stato perdonato perfino l’aver perso il duello con il Padova per la promozione diretta, nella convinzione che il Vicenza fosse di gran lunga la migliore fra le protagoniste del post season e che avrebbe stavolta vinto a braccia alte i play off.
Questa valutazione era, però, sbagliata perchè alimentata dalla solità autoreferenzialità, che è un vizio della città anche in altri campi, e che porta a non guardare con attenzione ciò che succede fuori delle mura. Nessuno aveva valutato realisticamente le migliori squadre degli altri due gironi nella infondata convinzione che meglio del Lane non c’era nessuno in C, nemmeno il Padova solo fortunato nel vincere la volata.
La doccia gelata di Terni ha improvvisamente cancellato la fiducia in Stefano Vecchi, imputato quale principale responsabile del nuovo arrivederci alla Serie B pur nell’evidenza che qualche altro correo c’è stato eccome. Per il 2025-2026 si parte quindi decapitando la guida tecnica precedente (direttore sportivo e allenatore) e, al momento, solo il primo ruolo è stato rinnovato mentre il titolare della panchina non si sa se sarà ancora Vecchi o un altro professionista e, nel secondo caso, nemmeno è stato rivelato quale dovrebbe essere il profilo richiesto.
La squadra dell’anno scorso è stata ottima ma non perfetta: c’erano lacune non colmate in alcuni reparti e in alcuni ruoli, l’età media era molto alta, la disparità di rendimento fra casa e trasferta inspiegabile e non risolta, l’atteggiamento in campo non è risultato sempre sintonizzato sull’indifettibile obbiettivo stagionale e in certe partite ha lasciato trasparire un po’ di ingiustificata supponenza.
Tutti questi deficit non si è voluto vederli con lucidità e sono esplosi solo a consuntivo, quando era troppo tardi. Adesso si sente la necessità di cambiare e di inserire energia motivazioni e personalità, ma le mosse future sono complicate dalla annunciata riduzione del budget e dalla presenza di molti giocatori contrattualizzati ancora per uno o più anni. Per portare a Vicenza uomini validi (che non saranno solo giovani) per energizzare la rosa servono però soldi e attrattività, oltre a una grande bravura nel fondere il gruppo storico con le new entry. C’è, sennò, il rischio di creare fazioni in spogliatoio e disparità di prestazioni in campo, soprattutto se l’allenatore non sarà Vecchi.
GIANNI POGGI

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