
LR VICENZA. I BIANCOROSSI TORNANO DA NOVARA CON UN PAREGGIO E UN CERO DA PORTARE A MONTE BERICO
Un tradizionale detto del tifoso vicentino (bisogna portar un siero a la madona de Monte Berico) ci sta tutto all’epilogo di un Novara-LR Vicenza che
Se lo dice Gallo che l’LR Vicenza a Brescia ha giocato male, c’è poco da aggiungere. L’analisi dell’allenatore è obbiettiva (e perciò gli fa onore) quanto lapalissiana. Se la squadra di Aimo Diana fosse stata al completo e, soprattutto, avesse avuto a disposizione gli attaccanti Maistrello e Spagnoli, probabilmente avrebbe portato a casa i tre punti.
Già da alcune partite il Vicenza non è più quello delle prime dieci e ci sta che, con lo sforzo affrontato per partire già in agosto al massimo dei giri, a novembre si vada un po’ in riserva. Lo staff biancorosso non è però riuscito a riportare al top il gruppo per il doppio appuntamento con Brescia e Lecco o, quanto meno, quello visto al Rigamonti contro un avversario senza una marea di titolari e senza cambi non è sembrato in formissima.
Il calo era stato finora non mascherato (perchè si era ben visto) ma almeno edulcorato dalla modestia degli avversari, dalla continuità dei risultati e dai passi falsi delle concorrenti. Ma le difficoltà, le incertezze, gli errori a un occhio attento non erano sfuggiti e interpretarli come segnali di una flessione non era certo pessimismo.
Il cospicuo vantaggio incamerato dal Lane gli permette di gestire senza affanni una transizione come quella attuale e in questo senso s’inquadra positivamente il pareggio con il Brescia, che lascia a -10 quella che è considerata la principale concorrente in questo campionato.
Ci sarà l’immediata riprova nella partita al Menti con il Lecco per fare una verifica delle condizioni del team di Gallo ma non è detto che sia un bene affrontare un’altra prova di questa caratura subito dopo quella con i bresciani.
Analizzando la prestazione dei biancorossi reparto per reparto, si può concludere che nessuno ha superato bene la prova: il portiere Gagno si è preso un gol da un tiro che gli è passato fra le gambe, dei tre difensori centrali solo Leverbe è andato in sufficienza mentre Cuomo e soprattutto Sandon hanno sbagliato molto, Carraro ha confermato che non è una regista completo, le mezzali e gli esterni non hanno dato il contributo che questa sfida richiedeva, le conclusioni dei quattro attaccanti utilizzati da Gallo hanno rasentato lo zero. E, una volta tanto, i cinque cambi fatti dall’allenatore nella ripresa non sono serviti a nulla.
Ciò non ostante il Lane ha mantenuto la imbattibilità in campionato, ha allungato a 15 la striscia dei risultati utili consecutivi ed ha tenuto a distanza il Brescia. Non è arrivato il primo sigillo che ci si poteva aspettare sulla candidatura alla vittoria finale ma la riprova che la squadra biancorossa è un convitato difficile non solo da escludere ma anche solo da mettere in difficoltà.
Una mano l’ha finora data la dea Eupalla, che ama evidentemente i vicentini e li protegge in campo. Una promozione si conquista anche con la buena suerte e, sotto questo profilo, il Vicenza quest’anno non può proprio lamentarsi.
GIANNI POGGI

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