
LR VICENZA. I BIANCOROSSI TORNANO DA NOVARA CON UN PAREGGIO E UN CERO DA PORTARE A MONTE BERICO
Un tradizionale detto del tifoso vicentino (bisogna portar un siero a la madona de Monte Berico) ci sta tutto all’epilogo di un Novara-LR Vicenza che
Dicono le statistiche del campionato che il Brescia è il numero 1 del girone in trasferta in forza dei 17 punti (5 vittorie, 2 pareggi e 0 sconfitte) ottenuti, a cui vanno aggiunti i 10 gol messi a segno e, soprattutto, gli appena 2 incassati. Il rovescio della medaglia è che, invece, al Rigamonti la squadra di Aimo Diana si connota molto meno perchè meglio hanno fatto quattro squadre, dal Vicenza (che primeggia con 8 successi in altrettante partite al Menti) a Lecco, Pro Vercelli e Cittadella. La Union bresciana ha racimolato in 7 partite sul proprio campo appena 11 punti, meno della metà dei biancorossi, e, dato assai negativo, vi ha subìto le uniche due sconfitte del suo attuale bilancio: quella – sorprendente – con l’Arzignano nella prima di campionato e quella del 9 novembre con l’Alcione Milano. In più, al Rigamonti sono riusciti a pareggiare anche il Novara e la Pergolettese.
Il Brescia finora si identifica, quindi, come una squadra dal rendimento double face e penalizzante in modo atipico proprio dove di solito si va sul sicuro. Quanto conterà questo per il Vicenza? Non molto vien da rispondere, sapendo che per Fabio Gallo giocare in casa o fuori non cambia nulla e il suo Lane ha una faccia sola. È improbabile che l’allenatore biancorosso cambi o anche solo adatti la squadra alla contingenza e sarebbe controproducente snaturare un meccanismo con un indice di perfezione così alto e ben rodato nelle due versioni interna-esterna.
Anche nella scelta dei giocatori da mandare in campo nello starting five sorprese non dovrebbero essercene. La difesa sarà per forza di cose quella composta dai soliti tre centrali visto che Benassai non è ancora recuperato, a centrocampo Carraro è il più adatto in una partita così a dirigere il gioco, gli esterni Costa e Caferri sembrano entrambi in forma e, semmai, c’è più scelta per le mezzali. Per la coppia di attaccanti Gallo vedrà chi gli sembra più performante, perchè, comunque, la difesa bresciana ha una impermeabilità molto alta. In ogni caso, la consuetudine è far giocare tutte le punte a disposizione nel corso della partita.
Il Brescia è a corto proprio di attaccanti, perchè Spagnoli e Maistrello sono inseriti fra i lungodegenti e non saranno disponibili neanche il centrale De Francesco e il difensore Sorensen. Insomma, per Diana si profila una gestione complicata del gruppo, che si aggiunge alla tensione con la dirigenza, in testa il presidente Pasini, che ha ripetutamente criticato l’atteggiamento dei giocatori nel derby con l’Ospitaletto.
Fra Vicenza e Union chi può affrontare meglio sotto il profilo mentale la sfida è evidentemente la squadra di Gallo, che non solo sta comoda sul cuscino dei 10 punti di vantaggio ma può anche sperare di avere buone notizie da Lecco, dove è in programma l’altro big match della 15esima giornata che oppone la vicecapolista al Cittadella, la squadra più in forma nel trend.
Il Lane avrà il sostegno in campo dei suoi tifosi dopo che il TAR ha bocciato il decreto del Prefetto di Brescia che vietava loro la trasferta per motivi di ordine pubblico. Anche sotto questo profilo sarà un bel confronto, perchè pure i supporter bresciani sono belli tosti e numerosi e, checchè ne pensi il TAR, l’antagonismo con quelli vicentini è tutt’altro che roba d’altri tempi.
Per il Vicenza un risultato positivo sarebbe l’ideale, ovviamente il non plus ultra sarebbe la vittoria ma anche un pareggio avrebbe il suo peso, soprattutto in funzione della sfida successiva con il Lecco. Uno stop, che sarebbe il primo in questo campionato, potrebbe avere, invece, una incidenza imprevedibile su un gruppo che non ha mai perso. Viceversa, al Brescia serve solo il successo, perchè accorcerebbe il distacco, rilancerebbe una squadra che ha smarrito autostima e identità e stabilizzerebbe la posizione di Diana che, in caso contrario, potrebbe rischiare l’esonero.
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