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LEGA. L’ON. PRETTO CONTRO TUTTI DOPO LE DIMISSIONI. IL COMMISSARIO TOMAELLO: DUBBI SULLA SUA INTEGRITÀ POLITICA

Erik Pretto

L’addio alla Lega dell’on. Erik Pretto, accusato dal partito di non aver versato le contribuzioni dovute dai parlamentari, ha avuto, il giorno dopo, un seguito di prese di posizione e di dichiarazioni.
Il più attivo è stato proprio il deputato di Schio che se l’è presa con alcuni esponenti della Lega che avevano commentato la sua scelta. Pretto replica prima a Paolo Borchia, capo delegazione europea: “sorprendono – scrive in una nota – le parole del Capo delegazione europea della Lega, Paolo Borchia. Il quale, senza informarsi evidentemente sui fatti, emette sentenze ritenendosi una sorta di giudice popolare. Invito l’on. Borchia, che è stato inserito per nomina nella c.d. Cabina di Regia Politica ideata per superare il Consiglio Federale eletto dai militanti, a visionare le memorie da me inviate nelle serata di ieri al Comitato Disciplinare e di Garanzia, dove emerge una mia contribuzione diretta al partito, nonché a supporto di quella che era la nostra rete di amministratori locali, per oltre 322.000 euro dal 2018 ad oggi; con onestà intellettuale, come posso essere accusato di non aver sostenuto abbastanza il Movimento?”.
Altrettanto polemica è la replica a Giuseppe Canova, responsabile veneto al Tesseramento: “apprendo con stupore il fatto che Giuseppe Canova, fino a ieri collega Consigliere Federale, fosse a conoscenza ‘da tempo’ – come da lui dichiarato – dell’avvio di una procedura di espulsione nei miei confronti. Peccato che nessuno mi avesse mai contestato nulla, né per le vie brevi né per atti formali, fino al 25 maggio 2026. Evidentemente Giuseppe Canova non è abituato alla politica schietta e sincera, preferendo ad essa i silenzi, le frasi non dette, le macchinazioni, le lotte di potere. Sono proprio queste le situazioni che stanno determinando nella militanza leghista un malcontento crescente, che la dirigenza si ostina a non volere ascoltare”.
“Leggo con ironica incredulità – scrive il deputato nella sua (per ora) ultima dichiarazione – le parole del Segretario Provinciale della Lega di Vicenza, Denis Frison, per eleggere il quale nel 2023 io mi prodigai più di ogni altro. Da quanto ricordo, Frison ha più volte condiviso le mie medesime perplessità su almeno una parte della linea politica da tempo intrapresa dal partito, ma forse ora se ne scorda strumentalmente per tentare di acquisire dei meriti agli occhi della dirigenza quantomeno veneta, forse per la legittima ambizione di poter godere di qualche posizione elettiva o di nomina in futuro. Quanto alla condivisione di opinioni e visioni, Frison ben conosce il disagio con il quale tanti militanti hanno appreso della creazione della c.d. Cabina di Regia Politica, composta da nominati, che ha di fatto superato il Consiglio Federale eletto nella sua missione di generare le linee strategiche da perseguire”.
Anche il partito, però, ha qualcosa da puntualizzare. Lo fa Andrea Tomaello, commissario della Liga Veneta, con una nota: “Uno che esce a fine legislatura lascia sempre qualche dubbio sulla sua integrità politica. Nei confronti di un movimento come la Lega, che vive grazie al contributo di tanti amministratori e semplici militanti, si ha soprattutto un debito morale, che Pretto non ha assolto, motivo per il quale da tempo era stata avviata una procedura di espulsione. Non tanto nei confronti della persona, ma per rispetto di quanti dedicano tempo e risorse al movimento. A livello umano dispiace leggere certe polemiche, ma ce lo aspettavamo: Pretto da tempo parlava più con i giornali che con i militanti che rappresentava in Consiglio federale”.

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