
IL SOGNO, LA FATICA E IL RISCATTO: LA STORIA DI SERGIO MEGGIOLARO AD ALTE CECCATO
La mostra “Alte Ceccato, un sogno di città” ha richiamato moltissimi visitatori, abitanti di Alte e non solo, curiosi di conoscere la storia della cittadella
Nella notte tra il 29 e il 30 marzo di ottantuno anni fa, venivano trucidati, all’interno del Castello della Villa di Montecchio Maggiore, quattro operai della Pellizzari di Arzignano. Operai specializzati, condannati a morire per il fatto di aver difeso il proprio lavoro.
I tedeschi avevano deciso di portare manodopera e macchinari in Germania. La fabbrica di Arzignano non ci stette e indisse lo sciopero delle maestranze. A seguito di ciò, ventiquattro operai furono arrestati e inviati in Germania, mentre quattro, Cocco Luigi, Marzotto Aldo, Erminelli Cesare e Carlotto Umberto, vennero condotti ai castelli di Montecchio Maggiore e lì, le mani legate con fil di ferro, furono freddati con un colpo alla nuca. La stessa notte, furono sotterrati in quattro sacchi, di nascosto, nel cimitero di Arzignano, e solo a fine guerra, a maggio del 1945 poterono avere un funerale.
Un episodio di inaudita violenza perpetrato dalle forze naziste di occupazione, con la collaborazione di esponenti della Repubblica di Salò, italiani e fascisti.


La notte tragica è stata raccontata dagli studenti dell’IIs Ceccato che, proprio perché future tute blu, sono diventate immagini vive di quegli uomini che si sono sacrificati per la salvaguardia del lavoro e della libertà.
Con l’aiuto della documentazione storica fornita dal prof. Luciano Chilese, degli archivi dell’Anpi e della Pellizzari, grazie al lavoro attento e minuzioso delle docenti Barbara Mai e Lucia Meggiolaro, si è rivissuta passo passo l’intera vicenda, i momenti tragici di quel giorno e di quella notte.



In apertura della cerimonia, il sindaco di Montecchio Maggiore Silvio Parise ha invitato a tener sempre viva la memoria specie in un periodo difficile come quello che si sta vivendo, invitando i più giovani a non aver paura, ma a tentare di tirar fuori sempre ciò che di buono accade, come ricordare i quattro giovani operai.
L’assessore alla Cultura di Arzignano, Lucrezia Mecenero, si è soffermata invece sul fatto che è importante e per nulla scontato incontrare ragazzi impegnati nel ricordare chi ha sacrificato la vita per la libertà e la democrazia.


“E’ stata una lezione importante di Cittadinanza – ha affermato la Dirigente Antonella Sperotto- è un dovere ricordare e far propri i valori di resistenza civile incarnati dai quattro martiri e con loro ricordare anche le donne, mogli, figlie, sorelle, che hanno vissuto la tragica esperienza e che hanno dovuto aspettare un anno prima di avere certezza della verità”.

La partecipazione della scuola è stata totale, i ragazzi attori sul palco, i portabandiera, i portacorone di alloro, le musiche di accompagnamento eseguite alla tromba sempre da uno studente del Ceccato. Una scuola viva e attenta cui si è rivolto anche il saluto del presidente della sezione locale dell’Anpi Michele Santuliana. ”Sono i ragazzi che devono accogliere e far propri i valori della Resistenza, tutti contenuti nella Costituzione. Ma non basta conoscere è necessario soprattutto impegnarsi, seguire il moto di Don Milani ‘I Care’: preoccuparsi, agire concretamente per far sì che non si verifichi quello che aveva preconizzato Primo Levi poco prima di morire in un articolo scritto per il Corriere della Sera, l’8 maggio 1974…
Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti.
Parole che non hanno bisogno di commento…


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