
IL SOGNO, LA FATICA E IL RISCATTO: LA STORIA DI SERGIO MEGGIOLARO AD ALTE CECCATO
La mostra “Alte Ceccato, un sogno di città” ha richiamato moltissimi visitatori, abitanti di Alte e non solo, curiosi di conoscere la storia della cittadella
La sanità dell’Ovest Vicentino segna una tappa storica. L’11 febbraio il nuovo ospedale di Arzignano-Montecchio ha ufficialmente aperto le proprie porte all’utenza, dando il via alle prime prestazioni sanitarie. Il debutto operativo è avvenuto con il trasferimento graduale della Breast Unit, i cui ambulatori sono ora operativi all’interno di una struttura d’avanguardia. Tutto il primo piano è organizzato per accogliere le donne nella cura e nella prevenzione del tumore al seno. Questo passaggio non rappresenta solo un miglioramento logistico per le pazienti, ma costituisce il primo passo verso il completo avvio dell’ospedale tanto desiderato e tanto atteso nell’area dell’Ovest Vicentino.
E non poteva non aprire le porte del nuovo ospedale il reparto del dott. Graziano Meneghini.
Lui ha voluto, con le donne Andos, la realizzazione della Breast Unit, un presidio fondamentale per la cura e per la prevenzione del tumore al seno. La Brest Unit non è solo ambulatori e luoghi di degenza, è azione, collaborazione tra medici, solidarietà delle donne per le donne.
In questo nuovo ampio luminoso reparto la donna malata avrà la garanzia di essere seguita nel suo percorso verso la guarigione restando all’interno della stessa struttura, grazie all’intervento contemporaneo di più specialisti, ma anche di strutture di volontariato che aiutano nell’affrontare le conseguenze pratiche della malattia.
Il dottore Meneghini in una intervista rilasciata al nostro quotidiano spiegava: ”Settimanalmente viene organizzato un briefing per analizzare i diversi casi e per decidere quali percorsi attivare. Si decidono gli interventi chirurgici, le terapie secondo le esigenze della singola paziente. Per questo l’equipe è composta di radiologi, chirurghi, chirurgo plastico, oncologo, radioterapista, endocrinologo, genetista, dietista e psicologo. Tutto per rendere sempre più mirata la cura. E questo ha permesso di portare la sopravvivenza a livelli considerevoli”.
Ora questo luogo di medicina integrata ha finalmente i suoi spazi attrezzati, organizzati in una struttura nuova, rispondente alle reali esigenze del malato, un esempio di buona sanità.

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