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INFERMIERI, SBROLLINI: LA LORO CARENZA DIVENTA UN MACIGNO SUL FUTURO DELLA SANITÀ PUBBLICA

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COMUNICATO STAMPA

“La carenza di infermieri, pagati male e poco difesi, che si sovrappone a quella dei medici, mette in crisi oggi il sistema sanitario nazionale e pone le basi per una fuga dagli ospedali pubblici fra pochissimi anni. I nostri ospedali hanno nel fattore umano una storica qualità costruita e tramandata nel tempo. Perdere questo capitale è una scelta sciagurata. Parlo non a caso di scelta e non di circostanza fortuita perché sul valore di questi operatori, solo 5 anni fa additati come eroi, non si è voluto fare proprio nulla.”

Lo afferma la senatrice di Italia Viva Daniela Sbrollini, commentando i dati nazionali sulla carenza di personale infermieristico e sulle deficitarie nuove immatricolazioni ai corsi di scienze infermieristiche confermate anche questo anno.

“Solo in Veneto oggi mancano tremila infermieri. L’età media è alta e fra 10 anni moltissimi andranno in pensione. Ma già oggi assistiamo a troppi infermieri che lasciano e preferiscono cambiare lavoro perché insoddisfatti. L’allarme non è di oggi. Noi di Italia Viva è da anni che chiediamo attenzione verso questa categoria di operatori sanitari fondamentali. Serve programmazione, ma non solo. Se a fronte di una disponibilità di posti, le immatricolazioni sono nettamente inferiori, significa che il lavoro è poco attrattivo. E’ un lavoro con turni notturni, in ambienti spesso difficili (vedi pronto soccorsi) e soprattutto molto mal retribuiti. Non a caso i giovani delle regioni del nord che credono di trovare più facilmente lavoro nel mondo privato attraverso percorsi formativi differenti, snobbano queste facoltà. Abbiamo chiesto più volte attenzione ma da parte del Ministero competente non arrivano né risposte né proposte.
Se non arriva una svolta immediata, saremo costretti ad importare infermieri da altre nazioni, anzi già lo stiamo facendo. Si tratta spesso di operatori meno formati, prevalentemente extracomunitari, con problemi almeno iniziali di lingua, sostanzialmente precari.
Per un lavoro così necessario e delicato, una vera sconfitta per il sistema universitario e per quello sanitario nazionale.”

Ufficio Stampa Sen. Daniela Sbrollini

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