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IL CONSIGLIO REGIONALE APPROVA LA LEGGE SUL FINE VITA CON VOTO BIPARTISAN

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Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la legge di iniziativa popolare sul fine vita. Dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, è la quarta Regione italiana e la prima amministrata dal centrodestra a dare il via libera. Il Consiglio ha votato sugli emendamenti che ha presentato al progetto di legge nato dall’iniziativa popolare “Liberi subito”.
Il provvedimento, che definisce “procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito”, è stato approvato con 32 voti favorevoli, 5 astenuti e 14 contrari.
“Con questa legge – ha commentato il presidente del Consiglio regionale Luca Zaia – si approva sostanzialmente, nell’alveo della legittimità giuridica, una procedura che sia rispondente alla gestione, per quanto possibile, dell’eventuale paziente che ha l’ok da parte del comitato etico. È stato doveroso dare questa risposta a quei pochissimi pazienti che si presentano”.
“Il mio obiettivo – ha dichiarato il presidente della Regione Stefani – è semplice e ringrazio le forze di maggioranza per averlo compreso e sostenuto: assicurare a tutti i veneti la possibilità di accedere alle cure palliative, fare in modo che prima di ogni decisione siano chiari i pareri di professionisti ed esperti in bioetica, tutelare la volontarietà del medico che assiste. Nello specifico gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito. L’istituzione di un Comitato Bioetico Regionale, nominato dalla Giunta, che darà le linee ai comitati bioetici di pratica clinica territoriale nel dirimere le valutazioni. La priorità alle cure palliative e obbligo di informazione della possibilità di avvalersi delle stesse, nel momento della richiesta di suicidio medicalmente assistito”.
“L’approvazione della legge sul fine vita – è il commento di Giovanni Manildo, capogruppo del Partito Democratico e presidente dell’Intergruppo dell’opposizione di centrosinistra in Consiglio regionale – segna un vero e proprio salto di civiltà per il Veneto. Si tratta di un fatto politico di straordinaria importanza. Un risultato che porta in calce, in modo chiaro e inconfutabile, l’impronta del Partito Democratico e dell’intero centrosinistra. I numeri infatti dicono che senza il nostro contributo determinante non sarebbe stata possibile questa approvazione, viste le numerose resistenze nel centrodestra. Mentre nel centrodestra permangono le chiusure, in Veneto il centrosinistra ha dimostrato centralità, maturità e capacità di costruire ponti per incidere concretamente sulle scelte decisive per il futuro della nostra regione”.

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