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IL CONSIGLIO DI STATO RESTITUISCE A MONTE BERICO IL VINCOLO STORICO MONUMENTALE. ORA IL COMUNE DEVE VARIARE IL PAT

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La zona di Monte Berico, dichiarata zona monumentale di interesse storico nazionale da un Regio Decreto del 1935, va a tutti gli effetti inclusa tra i Beni Culturali e ad essa vanno applicate le norme che tutelano i Beni Culturali. 
Queste, in sintesi, le conclusioni della sentenza n. 6015 del Consiglio di Stato pubblicata il 10 luglio scorso che ha accolto il ricorso dell’avv. Alessandro Pesavento, col quale era stata impugnata la parte del provvedimento adottato nel 2021 dal Ministero della Cultura, su proposta della Soprintendenza di Verona Rovigo e Vicenza, che aveva in pratica eliminato il vincolo storico monumentale vigente sulla zona di Monte Berico, ritenendolo privo di conseguenze giuridiche e ancor più inidoneo a includere la zona di Monte Berico tra i Beni Culturali. 
La pronuncia del Giudice amministrativo pone il suggello su una vicenda sorta dopo che il Comune di Vicenza, a partire dal 2012 e attraverso varie delibere di Consiglio Comunale delle amministrazioni Variati, Rucco e Possamai,  aveva approvato rispetto all’area di Monte Berico destinazioni urbanistiche non compatibili con la tutela posta dal vincolo storico monumentale esistente, disconoscendo il contenuto reale di tale vincolo  e con esso la tutela urbanistica della zona prevista dal Codice dei Beni Culturali.
Con la conseguenza di consentire che nella zona di Monte Berico potessero essere approvate opere edilizie non compatibili con la conservazione dei luoghi nei loro aspetti originari e caratteristici e nel loro intrinseco valore di testimonianza degli eventi della battaglia del 10 giugno 1848 per la quale Vicenza è stata insignita di medaglia d’oro.
Numerose sentenze del TAR Veneto e del Consiglio di Stato, pronunciate dal 2014 al 2022 a seguito dei ricorsi promossi dall’avv. Mariagrazia Pegoraro e dall’avv. Alessandro Pesavento, hanno annullato il Piano degli Interventi (PI) del Comune di Vicenza perché aveva più volte assegnato ad un’area all’interno della zona di Monte Berico, il complesso residenziale di Villa Madonna, una destinazione urbanistica non compatibile con la presenza del vincolo monumentale.
Ciò nonostante il Comune di Vicenza fino allo scorso anno ha continuato pervicacemente ad approvare per la zona di Monte Berico delibere che davano una destinazione urbanistica incompatibile con l’esistenza del vincolo monumentale, pervenendo addirittura ad affermare, con l’amministrazione Rucco, di essere caduto in errore nel riportare l’esistenza del vincolo monumentale nelle tavole grafiche del Piano di Assetto del Territorio (PAT), e ad eliminare di conseguenza dal PAT il vincolo monumentale esistente su Monte Berico. 
La Soprintendenza di Verona Rovigo e Vicenza e con essa il Ministero della Cultura hanno condiviso l’orientamento del Comune di Vicenza venendo però smentiti dal pronunciamento del Consiglio di Stato.
Ora, in conseguenza della sentenza molto importante per la salvaguardia urbanistica di una zona di particolare significato e pregio della Città, viene imposto al Comune di Vicenza e alla Soprintendenza di Verona di applicare per Monte Berico le norme di tutela per i Beni Culturali, per cui il Comune dovrà variare il PAT e il PI per la zona di Monte Berico in conformità all’esistenza del vincolo monumentale e dovranno essere sottoposte al vaglio della Soprintendenza  per l’ottenimento dell’autorizzazione monumentale tutte le opere edilizie da eseguire all’interno dell’area monumentale di Monte Berico.       

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