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GLI SCONTRI A SCHIO. CUNEGATO(AVS): INGIUSTIFICABILE LA VIOLENZA DELLA POLIZIA. LE REPLICHE DEL SINDACO, DI RUCCO E DI DONAZZAN

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Il 27 novembre in centro a Schio ci sono stati scontri tra manifestanti e polizia mentre erano in corso contemporaneamente due manifestazioni, una (“Passeggiata per la Sicurezza”) organizzata da Forza Nuova e l’altra dal Centro Sociale Arcadia, dall’ANPI e da altri gruppi.
Sull’accaduto ha pubblicato una nota il neoconsigliere regionale di AVS Carlo Cunegato che condanna il comportamento dei manifestanti antifascisti ma anche critica le forze dell’ordine: “la piazza deve essere sempre un luogo di pace – scrive Cunegato -. Chi non ha rispettato le prescrizioni del prefetto ha sbagliato, finendo per rovinare il messaggio di una manifestazione che aveva delle ragioni sacrosante. La violenza non deve mai essere giustificata. Dai video che abbiamo visto è tuttavia ingiustificabile la violenza della polizia che ha caricato con idranti e manganelli un gruppo di giovanissimi. Davvero siamo preoccupati, sono queste le indicazioni che arrivano dalla dottrina Piantedosi? Un governo che dopo il ddl sicurezza vuole reprimere con la forza la manifestazione del dissenso è un governo pericoloso. La destra ci vuole passivi, rassegnati e ringhiosi. Noi non ci stiamo”.
Le affermazioni di Cunegato hanno provocato numerose repliche, a cominciare da quella del Sindaco di Schio, Cristina Marigo, che in un comunicato stampa scrive: “parlare di piazza di pace quando tra i contromanifestanti di Arcadia ed Anpi erano presenti persone attrezzate con tute impermeabili e un evidente assetto da scontro è una contraddizione in termini. È sotto gli occhi di tutti che una parte dei presenti non era lì per manifestare pacificamente, ma per arrivare alla tensione con le forze dell’ordine. Se gli agenti non fossero intervenuti – cosa che sono stati costretti a fare in quanto i contromanifestanti avevano infranto le regole di rimanere in piazza Rossi in maniera statica, senza spostarsi – oggi probabilmente commenteremmo un bilancio ben più grave. Le decisioni operative sono state prese da funzionari esperti, non da sprovveduti: insinuarlo, come fa Cunegato, è un grave atto di irresponsabilità”.
Sono intervenuti anche due esponenti di Fratelli d’Italia, la eurodeputata Elena Donazzan e il consigliere regionale Francesco Rucco. “Sentire parlare di violenza delle Forze dell’Ordine – commenta la prima – o addirittura di dottrina Piantedosi è semplicemente assurdo. A Schio gli agenti hanno agito per garantire sicurezza e rispetto delle regole, messe in discussione da chi ha scelto la strada della provocazione. La mia solidarietà va al questore Francesco Zerilli e a tutte le donne e gli uomini in divisa che operano sul territorio con professionalità e grande senso dello Stato”.
Rucco in un comunicato ha scritto: “parlare di una fantomatica dottrina Piantedosi che vorrebbe sopprimere il dissenso è un’accusa grave e del tutto infondata. E che a sostenerla sia un neoconsigliere regionale rende il tutto ancora più preoccupante. Toni così incendiari rischiano di alimentare la rabbia di quei contesti estremisti legati ai centri sociali che, anche recentemente, hanno mostrato la loro vocazione alla violenza. Chi non rispetta le prescrizioni del Prefetto commette un errore, trasformare gli scontri tra le autorità e gli antagonisti in un processo politico alle forze dell’ordine e al Ministero dell’Interno è del tutto scollegato dalla realtà. Manifestare è un diritto, fare violenza e accusare sistematicamente chi tutela la sicurezza pubblica  è una distorsione inaccettabile”. 
La foto del titolo è da L’Eco Vicentino

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