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GIOVINE CANDIDATO SINDACO: UNA MOSSA ASTUTA DI FRATELLI D’ITALIA CHE PUÒ SPACCARE IL CENTRODESTRA

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La politica vicentina è stata scossa nella calura ferragostana dalla autocandidatura dell’onorevole Silvio Giovine (nella foto) a sindaco di Vicenza nelle elezioni comunali che si celebreranno nel 2028 (autocandidatura di fatto perchè, formalmente, la paternità è di Alessandro Benigno, presidente di Fratelli d’Italia Vicenza).
La mossa, autenticamente singolare nel suo lungo termine, ha spiazzato e diviso i partiti e i gruppi di opposizione, obbligandoli a cambiare passo rispetto al sonnacchioso tran tran di attacchi al sindaco Possamai su qualsiasi problema di qualsiasi portata si verifichi in città, sostanziato in comunicati stampa, post scritti e video e presenzialismi accaniti che, ormai, i cittadini manco leggono o guardano più perchè sono diventati parte del panorama e ci si accorge, semmai, quando mancano.
Con un anno e mezzo di anticipo Fratelli d’Italia ha preso l’iniziativa senza chiedere il permesso ai colleghi di minoranza, che hanno dato l’impressione di essere stati presi in contropiede e di non avere repliche pronte e motivate per gli alleati Fratelli.
La calata del candidato Giovine nei corridoi della politica locale non poteva trovare momento peggiore per arrivare perchè scombussola un Centrodestra già diviso e problematico di suo, incartato sulla rievocazione delle presunte glorie della amministrazione Rucco e su una monotona opposizione prevalentemente mediatica.
L’area di minoranza non ha più un suo leader in città dopo il trasferimento dell’ex sindaco Francesco Rucco sulla poltrona di vicepresidente vicario del Consiglio regionale, in attesa che Luca Zaia decida cosa fare da grande e gli ceda il ruolo presidenziale (sempre che non vada all’altro vice). Tutta la pattuglia di ex civici che a lui faceva riferimento nella Lista Rucco Sindaco e con lui clamorosamente passata di brutto a Fratelli d’Italia (solo a Vicenza una azione di questa portata poteva avvenire in sordina) non è riuscita a esprimere un suo alter ego a Rucco ed è cosa nota che l’integrazione con i reduci dell’originale gruppo consiliare FDI non è mai avvenuta, tant’è che Giorgio Conte se n’è andato nel Gruppo misto e Nicolò Naclerio non fa certo gruppo con i nuovi arrivati nelle sue iniziative on the road a caccia dei misfatti di Possamai.
La Lega ha i suoi problemi nazionali e locali da risolvere ed ha perso l’unico profilo con qualche possibile appeal ossia il dinamico Jacopo Maltauro, altro emigrato ora nei ranghi di Forza Italia. Denis Frison, segretario provinciale leghista, non ha nemmento commentato la new su Giovine candidato.
I forzisti, per bocca di Marco Zocca (stranamente, non del coordinatore provinciale senatore Zanettin) hanno espresso, per altro con molta cautela, il loro dissenso sulla proposta di Benigno pro-Giovine e parlare di freddezza non è certo inappropriato. Anche impegno per Vicenza non si è schierato a favore mentre Idea Vicenza (cioè i sopravvissuti della civica Rucco sindaco) si è invece schierata a sostegno della candidatura dell’onorevole.
Un quadro, insomma, tutt’altro che unitario e coeso sul punto, con la prospettiva che la mossa di Fratelli risulti addirittura più divisiva fra le già diluite componenti dell’opposizione e con la conseguenza di arrivare alle elezioni con più candidati della stessa area. Facilitando scontatamente la rielezione di Possamai.
Perchè Fratelli d’Italia ha scelto di muoversi con tanto anticipo e senza concordare l’azione con gli alleati? Evidentemente per anticipare e complicare le loro tattiche pre elettorali e per occupare un avamposto nel futuro quadro del fronte locale di Centrodestra. Adesso, infatti, sono gli altri che devono giocare in difesa e rincorrere, per di più senza avere ancora la più pallida idea di chi e come candidare. Fratelli ha un peso elettorale dominante in città e non solo nell’area di opposizione e lo farà valere di qui in avanti: tutti gli altri, bene o male, dovranno negoziare con loro in posizione di inferiorità.
Benigno ha fatto bene a lanciare Giovine non solo per sfruttare l’anticipo ma anche per garantire al suo candidato il tempo necessario a farsi conoscere di più in città, handicap mica da poco a confronto con la popolarità di Possamai e certificato da una percentuale abissale a favore del sindaco in un recente sondaggio.
GIANNI POGGI

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