
VICENZA JAZZ 2025. GIORNO 9. MEZZANOTTE NEL GIARDINO DEL BENE E DEL MALE
La notte è nera come polvere di carbone, e il cimitero è silenzioso, troppo silenzioso, come se il mondo stesse trattenendo il fiato, in attesa
Non si può capire nulla di Giovanni Lindo Ferretti se non si parte da una constatazione elementare e quasi brutale: quell’uomo non canta, salmodia. E nel salmodiare mette in scena, da quarant’anni buoni, una specie di liturgia laica che poi, a un certo punto, ha smesso di essere laica senza per questo diventare clericale. È diventato qualcos’altro: un rito personale, ostinato, ripetitivo, ipnotico, che attraversa il punk, il rock di bandiera rossa, il lamento appenninico, il canto gregoriano rubato ai monaci e restituito alla polvere delle strade emiliane.
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Nel ricco mosaico linguistico del Veneto, poche parole brillano con l’irriverente carisma di bacàn. Pronunciata con quella cadenza strascicata che sa di spritz al tramonto

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Riccardo Brazzale, introducendo la serata dedicata all’improvvisazione chitarristica, dice che è la giornata ideale per esporre il tema dell’elogio all’errore, e le premesse infatti c’erano

Ogni festival ha un direttore artistico. Il suo ruolo non è solo scegliere gli artisti in programma, è molto di più. Il direttore artistico è

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