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FUSIONE VIAMBIENTE-AGNO CHIAMPO AMBIENTE. PRONTO IL PROGETTO: A SETTEMBRE L’APPROVAZIONE DEI CONSIGLI COMUNALI

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Il progetto di aggregazione tra Viambiente, gestore dei rifiuti di 49 Comuni del Nord e dell’Est della provincia, e Agno Chiampo Ambiente, gestore di 23 Comuni dell’Ovest della provincia, procede con il deposito del progetto di fusione, che – fra l’altro -definisce il rapporto di concambio fra le due società: ai soci di ACA spetterà il 14,5% delle azioni della società.
Grande l’equilibrio nella governance: le decisioni in seno alla futura società richiederanno infatti non solo la maggioranza delle quote, ma anche quella degli abitanti serviti, in modo da rendere determinanti tutti i Comuni, come prevede la gestione “in house” dei servizi.
Entrambe le società hanno la propria concessione in scadenza nel 2029. In caso di gara c’era il rischio concreto di privatizzare il servizio. In questo modo, invece, si apre la possibilità concreta di un affidamento diretto alla società da parte del Consiglio di Bacino Vicenza.
Il nuovo gestore servirà quasi mezzo milione di abitanti, supererà i 70 milioni di fatturato e rappresenterà il principale gestore del bacino. Grazie a 400 dipendenti, 65 ecocentri sul territorio e 300 mezzi per la raccolta, servirà 72 Comuni.
Le tariffe sono fra le più basse del Veneto: meno di 120 euro per abitante nel 2026, rispetto a un valore medio veneto superiore a 180 euro nel 2024. La raccolta differenziata raggiunge l’80% ed è superiore alla media regionale.
Ci saranno due comitati: uno dei Comuni grandi, che coprono il 70% della popolazione servita e che nomineranno tre membri del cda, e uno dei Comuni piccoli, a cui spettano gli altri due membri del CdA.
Speculare la composizione del Collegio sindacale: i Comuni minori nomineranno il Presidente del Collegio e i grandi gli altri due componenti. In questo modo è data voce a tutti i Comuni. È prevista anche la possibilità di scindere la figura del Presidente da quella del consigliere delegato, per dare rappresentanza ai Comuni che entreranno successivamente.
Il progetto di fusione ha integrato un aumento di capitale che permetterà l’ingresso scaglionato degli altri Comuni del bacino.
Il primo CdA dopo la fusione sarà composto da cinque membri, di cui uno espresso dai Comuni ex soci di Soraris, uno dagli ex soci ACA e tre designati dai soci ex AVA.
A partire da settembre saranno convocati i 72 Consigli comunali coinvolti nell’operazione, che decideranno il mandato di voto ai rispettivi sindaci in vista delle assemblee straordinarie delle due società.

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