
ADDIO A BEPPE RAMONDA, UNA VITA LEGATA AD ALTE CECCATO
Se n’è andato Giuseppe “Beppe” Ramonda, uno dei protagonisti della grande stagione imprenditoriale che, nel secondo dopoguerra, trasformò il Vicentino e in particolare Montecchio Maggiore.
Il 16 ottobre la Fondazione di Storia di Vicenza ha dedicato un incontro alla “Bibliografia storica di Vicenza e provincia”, a cura di Sebastiano Rumor, edita nei primi anni del ‘900 e ristampata a cura dell’editore Gilberto Padovan.
L’opera fu giudicata all’epoca come uno degli esempi più significativi della tradizione dell’eruditismo
ottocentesco. Ancor oggi è considerato un indispensabile strumento per la ricerca relativa al periodo storico che va dal 1700 al 1929.
Negli anni scorsi i tre volumi che la compongono sono stati ristampati in un unico tomo (che contiene un’introduzione biografica e bibliografica su Sebastiano Rumor, a cura del prof. Ermenegildo Reato).
Rumor compilò la “Bibliografia storica” tra la fine dell’800 e il primo ventennio del ‘900. Tra le molteplici sezioni si ritrovano, ad esempio, statuti e cartografie, raccolte di orazioni di podestà e capitani, raccolte per ingressi di vescovi e parroci, serie di giornali vicentini, memorie anonime e vari documenti.
La stesura completa richiese molti anni di lavoro da parte dell’autore: nel 1890 Sebastiano Rumor, bibliotecario della “Bertoliana”, pubblicò il primo dei due volumi originariamente previsti, comprendente l’elenco di una parte delle opere degli scrittori italiani e stranieri che avevano scritto su Vicenza e sui luoghi e comuni del territorio vicentino.
Solo 26 anni dopo, nel 1916, Rumor decise di pubblicare la versione aggiornata e riveduta del primo volume, a cui si aggiunse, nel 1924, un supplemento integrativo. Il bibliotecario morì il 17 giugno 1929 a Gerusalemme e dieci anni dopo la sua scomparsa, nel 1939, i parenti, sulla base degli appunti da lui lasciati, riuscirono a pubblicare, com’era nelle sue volontà, il secondo volume della “Bibliografia”.

Se n’è andato Giuseppe “Beppe” Ramonda, uno dei protagonisti della grande stagione imprenditoriale che, nel secondo dopoguerra, trasformò il Vicentino e in particolare Montecchio Maggiore.

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