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FEMMINICIDI: SBROLLINI (IV), “GOVERNO NON PUO’ VOLTARSI DALL’ALTRA PARTE”

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COMUNICATO STAMPA

“Il picco nel numero di femmincidi registrato ad agosto insieme alle loro dinamiche rappresentano una grave sconfitta istituzionale: è evidente il sistema di prevenzione ha bisogno di una revisione”. Lo dice Daniela Sbrollini, senatrice di Italia Viva. “Per le donne questo mese di agosto si sta rivelando davvero terribile: i casi di femminicidio sono già sei. Quello di Tania Terrìn, in particolare, rappresenta un emblema negativo rispetto all’applicazione del Codice Rosso. Emerge infatti che Dino Keber, l’uomo che ha stroncato la vita di Tania, era stato denunciato da altre quattro donne, finite per colpa sua al pronto soccorso. La madre di Tania racconta anche di un trattamento psichiatrico. Com’è possibile che segnali del genere siano stati trascurati o sottovalutati? È chiaro che il sistema della prevenzione non ha funzionato. L’idea di Nordio di mandare gli ispettori è doverosa ma non può certo bastare. Il ministro venga in Parlamento a spiegare quali sono le falle nella rete di prevenzione. Ma non solo: il governo deve assolutamente farsi carico del problema, tenendo presente anche il contributo offerto sul tema da Iv con una proposta di legge. Certo, il silenzio dell’esecutivo, oltre che inaccettabile, è preoccupante. Non vorremmo che, anche qui, per tenere testa alle sparate di Vannacci, che addirittura propone di cancellare il reato di femminicidio, si preferisca voltare la faccia dall’altra parte”, conclude. 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Al Ministro dell’interno e al Ministro della giustizia

Premesso che

  • il 16 agosto 2026, a Camponogara, in provincia di Venezia, Tania Terrin, di 39 anni, è stata uccisa dall’ex compagno Dino Keber, che successivamente si è tolto la vita;
  • la vicenda ha evidenziato l’esistenza di una situazione di violenza pregressa. La vittima aveva infatti denunciato l’ex compagno e, secondo quanto riportato dagli organi di informazione, nell’aprile scorso aveva subito un tentativo di strangolamento, episodio per il quale aveva presentato querela e ottenuto un certificato medico;
  • nel giugno 2026 nei confronti dell’uomo era stato emesso un ammonimento del Questore e risultavano inoltre precedenti segnalazioni e denunce per comportamenti violenti;
  • Tania Terrin aveva inoltre cercato sostegno attraverso la rete antiviolenza “Riviera Donna”, a conferma della gravità della situazione e della necessità di una presa in carico coordinata della vittima;
  • la tragedia impone, al di là delle responsabilità individuali che dovranno essere accertate nelle sedi competenti, una riflessione sull’efficacia complessiva degli strumenti di prevenzione e sulla capacità del sistema di riconoscere tempestivamente le situazioni a più elevato rischio di escalation;
  • è particolarmente importante che gli operatori chiamati a intervenire – forze dell’ordine, magistrati, operatori sanitari e sociali, centri antiviolenza e servizi territoriali – siano adeguatamente formati non soltanto sul piano giuridico, ma anche sul piano psicologico e comportamentale;
  • la violenza nelle relazioni affettive può infatti manifestarsi attraverso una progressiva escalation caratterizzata da controllo, possessività, gelosia patologica, minacce, stalking, aggressioni fisiche, tentativi di isolamento e altri comportamenti che, se correttamente individuati, possono rappresentare importanti indicatori di rischio;
  • particolare attenzione deve essere riservata agli episodi di strangolamento o soffocamento, che la letteratura specialistica considera indicatori particolarmente significativi del rischio di successiva violenza letale; nel caso Terrin, proprio un precedente tentativo di strangolamento era stato denunciato alcuni mesi prima dell’omicidio; (Corriere delle Alpi⁠)

Considerato che

  • la prevenzione efficace del femminicidio non può limitarsi all’intervento successivo alla commissione di un reato, ma deve necessariamente svilupparsi attraverso una capacità sempre maggiore di individuare e valutare il rischio prima che la violenza raggiunga livelli irreversibili;
  • l’attuale sistema dispone già di strumenti importanti, tra cui l’ammonimento del Questore, le misure cautelari, gli strumenti di protezione delle vittime e i percorsi rivolti agli uomini autori di violenza, ma la loro efficacia dipende anche dalla tempestività e dalla qualità della valutazione del rischio;
  • la stessa esperienza del caso Terrin, nel quale erano già emersi comportamenti violenti e un episodio di strangolamento, rende necessario interrogarsi sulla capacità del sistema di riconoscere la progressione della violenza e di graduare conseguentemente gli interventi di prevenzione e repressione;
  • il Ministero dell’interno pubblica periodicamente dati e analisi sugli omicidi e sui femminicidi e, dal 2026, il monitoraggio comprende anche i dati relativi al nuovo reato di femminicidio previsto dall’articolo 577-bis del codice penale; (Ministero dell’Interno⁠)

Si chiede di sapere:

  • se i Ministri interrogati non ritengano necessario promuovere un programma nazionale permanente di formazione specialistica rivolto alle forze dell’ordine, alla magistratura, agli operatori sanitari e sociali e agli altri professionisti che entrano in contatto con donne vittime o potenziali vittime di violenza;
  • se non ritengano necessario rafforzare, nell’ambito della formazione, le competenze finalizzate a riconoscere i comportamenti e i profili psicologici associati alle dinamiche di violenza nelle relazioni affettive, con particolare attenzione a controllo, gelosia patologica, possesso, minacce, stalking, escalation delle aggressioni e tentativi di strangolamento o soffocamento;
  • se non sia opportuno introdurre protocolli omogenei di valutazione del rischio che consentano agli operatori di attribuire maggiore rilevanza agli indicatori di pericolosità e di stabilire, sulla base di criteri condivisi, quali misure di prevenzione e di repressione debbano essere adottate;
  • se intendano verificare, alla luce anche del caso di Tania Terrin, l’effettiva capacità degli strumenti oggi disponibili – dall’ammonimento del Questore alle misure cautelari e agli strumenti di protezione – di garantire una risposta proporzionata alla crescente gravità e alla possibile escalation dei comportamenti violenti;
  • se non ritengano necessario prevedere una formazione specifica sulla valutazione psicologica e comportamentale dell’autore di violenza, affinché gli operatori non si limitino a considerare il singolo episodio denunciato, ma siano messi nella condizione di ricostruire la storia complessiva della relazione, la progressione delle condotte e l’eventuale presenza di fattori di rischio;
  • e intendano rafforzare lo scambio di informazioni tra forze dell’ordine, autorità giudiziaria, servizi sanitari, servizi sociali e centri antiviolenza, nel pieno rispetto della normativa sulla privacy e delle garanzie processuali, affinché ogni soggetto coinvolto disponga tempestivamente degli elementi necessari per una corretta valutazione del rischio;
  • e, infine, se non ritengano che la tragedia di Tania Terrin debba rappresentare l’occasione per alzare ulteriormente il livello di preparazione e specializzazione di tutti coloro che sono chiamati a riconoscere la violenza, valutarne la pericolosità e decidere tempestivamente quali strumenti di prevenzione e repressione attivare, perché nessuna denuncia e nessun segnale di violenza possano essere sottovalutati.

Ufficio Stampa Sen. Daniela Sbrollini

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