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FALEGNAMERIA BRUGNOLO: UNA STORIA DI LEGNO, FAMIGLIA E PASSIONE

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La falegnameria Brugnolo è una delle attività economiche più longeve della storia di Montecchio.

Si deve ripercorrere la storia fino al 1850 per trovare notizie di questa attività, avviata da un giovane che sapeva lavorare il legno e che trasmise al figlio la passione. La registrazione ufficiale avvenne nel 1864, quando Antonio divenne a tutti gli effetti il titolare.

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Antonio Brugnolo (1841-1929)
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Umberto Brugnolo (1892-1981)
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Gian Luigi Brugnolo

Il nipote Federico (nella foto di copertina), che con il fratello Gian Luigi conduce l’azienda, racconta. ”Si lavorava il legno, si rispondeva alle richieste della gente, le più semplici, le più normali: un tavolo, le sedie, una credenza, una porta nuova, una finestra. Nei periodi di magra si arrivava a realizzare i cancelli in legno per i porcili, le scale per i campi.

Pur di lavorare e di far lavorare  mio nonno affidava ai suoi ragazzi il compito di realizzare mobili che poi non sarebbero stati venduti, ma intanto i giovani imparavano, non venivano messi per strada ed erano pronti per ripartire.

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Una foto testimonia queste parole, molto cara a Federico e alla sua famiglia, a riprova che il lavoro, il procurare lavoro e darlo ad altri per la famiglia è sempre stato un impegno serio, imprescindibile e tale per cui oggi l’azienda è famiglia. Chi vi lavora è prima di tutto amico o figlio a seconda dell’età. Di più! Si sa che la famiglia, in particolare le zie, furono molto attive nell’ aiutare e soccorrere i giovani partigiani. In particolare due furono nascosti in casa e poi messi in salvo con un viaggio notturno in bicicletta proprio da Antonietta, come scrive  Luciano Chilese nel suo Montecchio Maggiore 1943-1945. 

“Il nonno non era bravo solo con le persone, studiava, si aggiornava, progettava e per questo acquistò, ad appena vent’anni una sega a nastro alla Fiera campionaria di Milano. Aveva in mente di meccanizzare la produzione, di ampliare gli orizzonti.”

Da quella sega oggi si è arrivati ad un centro di lavoro meccanico di precisione, un sistema di macchinari collegati tra loro  che permette di creare infissi, porte, mobili su misura.

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Dal nonno lungimirante all’azienda artigiana conosciuta e rinomata, il cammino è fatto di passione, di competenza, di dedizione. Valori coltivati con amore dal padre di Federico e Gianluigi, Antonio, guida preziosa della falegnameria, presente finché ha potuto in azienda, accanto a tutti i suoi collaboratori.

“Avevo 14 anni e non mi piaceva studiare così mio padre mi accolse in azienda e mi introdusse lentamente nel mondo della falegnameria artigianale, nella  produzione di componenti per la casa su misura, per rispondere alle esigenze di un cliente che desidera qualcosa di speciale, di unico.

Si parte dalla richiesta, si valutano le condizioni, si prendono le misure si progetta e si realizza scegliendo il legno più adatto.”

Il legno è qualcosa di vivo, scalda e protegge, e quindi va rispettato. E così l’albero va tagliato  quando è il momento giusto, in autunno o in inverno, va ridotto in tavole piallate poi essiccate in forni appositi per togliere l’umidità che, solo se contenuta tra il 12% e 15%  permette di lavorarlo. Inoltre  se trattato e protetto correttamente, può offrire stabilità dimensionale, buone prestazioni di isolamento ed è inoltre capace di valorizzare tutti i tipi di ambienti, dai più tradizionale ai moderni. 

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“Per la realizzazione delle mie finestre uso prevalentemente il pino di Svezia o l’abete austriaco.

A seconda delle esigenze proponiamo tre tipologie di spessore rafforzati da vetri speciali e isolanti. Forniamo indicazioni di manutenzione, anche se ultimamente le richieste riguardano  essenzialmente infissi  in legno per l’interno e in metallo per l’esterno.”

La squadra Brugnolo conta dunque artigiani capaci di lavorare con precisione, di utilizzare sistemi meccanici di intaglio, piallatura filettatura, di verniciatura. A loro si unisce la competenza di un architetto, nonché dei montatori. Il servizio è dunque completo.

“Seguiamo il cliente dal momento di ispezione nella casa, al momento di installazione. Lavoriamo anche con imprese che realizzano edifici nuovi o restaurati. Attualmente stiamo collaborando alla ristrutturazione di un immobile storico a Vicenza che diventeranno appartamenti di alto pregio, al cui valore contribuiamo anche noi con le nostre finestre”.

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La falegnameria dal 1997 si trova in zona artigianale in un edificio molto amplio che si sviluppa su due livelli, uno sotterraneo per la conservazione del legno e un altro a livello della strada. Il grande salone accoglie macchinari all’avanguardia, e collocati secondo le norme di sicurezza.  Il rumore dei macchinari sovrasta ogni voce, mentre a terra si raccolgono i trucioli della lavorazione.

“Non potevamo più restare lungo  Viale Europa, le esigenze della produzione lavoro, le modalità di lavoro ci hanno costretto a cambiare. Il mio papà era preoccupato perché diceva che gli acquirenti non ci avrebbero più visto e quindi non ci avrebbero più cercato. E invece finora non abbiamo avuto bisogno di farci conoscere attraverso la pubblicità.”

Il segreto? Sicuramente la qualità del prodotto, ma soprattutto la sua personalizzazione, l’attenzione alle esigenze del cliente. Il ciclo virtuoso per cui il legno in azienda è lavorato di precisione, impreziosito dalle dalla creatività dell’artigiano che si appoggia poi al ferramenta di fiducia e si rivolge alla stessa vetreria di Castelgomberto da anni. E poi  l’atmosfera che si respira che non si trova ovunque:  sa di famiglia, di gentilezza. 

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La moglie di Federico, Francesca, precisa: “La nostra forza sono i nostri collaboratori, una vera famiglia, vogliamo loro  bene e loro ne vogliono a noi.  Silvio che sta per andare in pensione, ha lavorato fianco a fianco a Federico e Gian Luigi  e ha condiviso tutto dell’azienda, come un fratello a sua volta.”

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Silvio

Anche lo stagista, Jannis, un  diciassettenne proveniente dal centro di formazione di Thiene  è accolto come fosse  già parte della squadra e  ha già dimostrato di saper personalizzare il legno che lavora, proprio come un ebanista.

“Purtroppo non si trovano più giovani con la voglia di diventare falegnami. Eppure è un lavoro bellissimo, creativo che permette di raggiungere risultati importanti quando si esce dalla produzione in serie e si personalizza il mobile o il componente. Questa è la prerogativa del falegname artigiano, mettere la manualità al servizio dell’idea, del progetto unico. Qualcuno viene da noi perché pensa di spendere meno, senza pensare che i nostri sono tutti pezzi esclusivi perché adeguati alle richieste del cliente, ma anche all’ambiente e al materiale usato.”

Il superbonus è stata  l’occasione per dare nuovo vigore al mondo dell’edilizia. “Sì abbiamo lavorato molto anche con il superbonus, ma noi ci siamo affidati all’Associazione Artigiani che ci ha indirizzati e ci ha aiutato ad evitare rischi e imbrogli”.

I prodotti della falegnameria rispondono alle esigenze di isolamento e di sicurezza e quindi hanno trovato interessante  l’utilizzo in più di una ristrutturazione. Certo ho visto lavori che mi hanno lasciato perplesso e penso che alcuni nodi presto arriveranno al pettine. La sete di denaro fa fare cose assurde, come usare il polistirolo bianco per il cappotto. Così se arriva una grandinata potente si sbriciola”. 

La forza dell’azienda, come si può facilmente intuire è dunque la famiglia. Ma l’attività passata di padre in figlio fin dalla seconda metà dell’800, oggi sembra non trovare una continuità.

Se, come ricorda la moglie Francesca, tutto si faceva in casa e la zia Graziella, ottantenne, gestiva l’amministrazione dell’azienda dalla cucina dove, tra i profumi di minestrone e pesto accoglieva  i rappresentanti, oggi che l’azienda è grande, rinomata e conosciuta, pare che le giovani generazioni non siano interessate a continuare sulla scia di bisnonni e nonni.

“Mia figlia Vittoria sta concludendo gli studi al conservatorio di Firenze. Il canto lirico è la sua passione. Ha già vinto dei concorsi, come il Toti Del Monte di Treviso. Ma soprattutto sembra avere un percorso segnato nelle interpretazioni di Mozart e molto spazio, quindi, in Germania. 

“Grazie a mia figlia e ai social abbiamo poi scoperto di avere un lontano parente in USA, a Filadelfia. Fece Book,  che io frequento poco, ci ha permesso di venire sapere  che nella città americana vive un Brugnolo Ennio che insegna canto al conservatorio. Il suo papà, un lontano parente, aveva lavorato nella nostra falegnameria prima di trasferirsi a Roma e poi partire per gli Usa. D’altra parte le mie zie suonavano il pianoforte e una in particolare cantava…”
Il figlio, invece,  dopo gli studi tecnici sta valutando che strada intraprendere.

Nel frattempo in azienda si lavora in armonia come sempre. In attesa c’è una villa antica, a Montebello, che deve essere rifornita di infissi,  per i quali è necessario rispettare le norme di protezione dei Beni Culturali.

E allora competenza e creatività devono scendere in campo. “ Purtroppo Incontrare i committenti, prendere le misure, presentare un progetto e poi passare all’esecuzione, sembra non sia nelle corde dei giovani. Ho cercato in Associazione di spingere a valorizzare le potenzialità delle nuove generazioni.

Bisogna tornare allo spirito della scuola di Arti e Mestieri che formava il fior fiore degli artigiani. Chi ha voglia di rapportarsi con la materia, lavorala, trasformarla con le proprie mani manca.

Chi oggi riconosce un ciliegio europeo da quello americano, chi distingue tra un Tanganica bianco e un Canaletto americano, nomi insoliti strani, ma pane quotidiano per chi taglia, incide, pialla, squadra, sagoma fresa assembla leviga vernicia, o restaura?

Pochi! Sempre meno. Eppure il legno lavorato è protagonista indiscusso anche in questi giorni alla Fiera del Mobile di Milano che propone però arredamento di lusso, spesso lontano dalla possibilità dei comuni mortali.

Di sicuro la falegnameria Brugnolo è in grado di rispondere alle richieste di chi per la sua abitazione cerca il bello, l’elegante, ma soprattutto il comodo e il salutare perché il legno è garanzia di calore, protezione e salubrità. 

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