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CUNEGATO: IN REGIONE LA DESTRA HA DECISO DI NON DECIDERE (E SI È SPACCATA)

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È stata una settimana molto intensa. A monopolizzare il lavoro del Consiglio regionale è stata l’approvazione del bilancio consultivo e di assestamento, dove la destra si è platealmente spaccata (fra Fratelli d’Italia e Lega, ma anche fra le diverse “anime” della Lega).
La discussione sul bilancio è stata interessante. Dopo 8 mesi di governo Stefani, abbiamo capito che il salviniano è un fedele seguace di Galileo Galilei, in particolare del principio di inerzia. Un corpo è in quiete o in moto rettilineo uniforme. Quiete. Inerzia. Finora abbiamo visto pochi o nulli risultati concreti.
Tanti annunci: l’assistente di quartiere, il caregiver, lo psicologo di base. Tante proposte anche giuste, condivisibili, ma finora non abbiamo visto i frutti. Ad Aprile venne bocciata la nostra proposta di emendamento al bilancio. Molti servizi stanno crollando. Per riconoscere ancora diritti inviolabili ai veneti c’è bisogno di un nuovo patto sociale. Aumentando un po’ le tasse sopra i 50mila euro, 9 euro al mese per chi guadagna 55mila euro, ormai una colazione, avremmo avuto 210 milioni. Senza risorse i servizi si annunciano, ma non si fanno. La destra di Stefani la bocciò.
Bocciò il trasposto pubblico gratuito agli studenti, che esiste in Emilia e Trentino. Adesso Stefani lo promette, ma per il 2028 (aspettando Godot o l’autonomia!); bocciò le risorse per 3000 impegnative nelle Case di Riposo, nonostante molte di loro siano sull’orlo del precipizio e ne avrebbero avuto un vitale bisogno; bocciò molte risorse per la salute mentale, nella penultima regione per spesa, milioni per la disabilità.
Attenzione, perché le riforme senza soldi sono solo ciò che ho definito socialwashing. In Veneto abbiamo solo 2,5 psicologi ogni 100mila abitanti contro una media di 4,5 in Italia. Se io approvo la legge sullo psicologo di base, che è sacrosanta e sarà anche il frutto di un nostro progetto di legge, ma investo solo 1 milione, avrò uno psicologo ogni 280 mila abitanti, buono più per dire di averlo fatto, che per i veneti che ne hanno bisogno.
Nella discussione che abbiamo avuto lunedì, martedì e mercoledì si trattava di destinare 130 milioni di avanzo. La destra veneta non ha ancora deciso, prende tempo, e durante il dibattito abbiamo capito perché. Come mai non decide?
Già la mattina di lunedì Marcato, con i suoi modi rudi, ma coerenti, sbuffava sornione dicendo “Sempre e solo sociale!”. Intendeva marcare, Marcato, la differenza tra la loro visione del Veneto e quella di Stefani. Poi nel pomeriggio abbiamo assistito al discorso incendiario di Calzavara, ex assessore con Zaia al bilancio, oggi consigliere, che ha manifestato la vera e propria rottura del centrodestra Veneto. Calzavara ha criticato apertamente i capigruppo della Lega Barbisan e di Fratelli d’Italia Borgia. I quattro ex assessori, Calzavara, Marcato, Lanzarin e De Berti si sentono lontani da Fratelli d’Italia, ma anche dalla Lega di Stefani, salviniana, e dal capogruppo Barbisan.
Il giorno dopo Calzavara ha chiarito che nella discussione del bilancio consuntivo, che noi abbiamo criticato come ha fatto la Corte dei Conti, sottolineando il buco della Pedemontana, delle Olimpiadi, la privatizzazione della sanità e l’ambiente deturpato, si sarebbe aspettato una difesa del governo di Zaia dai capigruppo di Stefani. Nessuna parola. Poi ha attaccato Stefani, che a suo modo di vedere non interpreta la visione del mondo del centrodestra. Questo non è un dettaglio, sono parole pesanti. Poi ha fatto l’apologia dell’era Zaia.
Tutto questo potrebbe sembrare una disputa tutta interna alla maggioranza, invece ha un effetto nelle nostre vite. Perché così divisi, con una continua lotta intestina per dividersi il bottino, con un estenuante attacco alla diligenza, decidono di non decidere. Così hanno fatto per i 130 milioni di avanzo, ancora fermi.
La destra veneta non è mai stata così divisa. I veneti non possono continuare a pagare questa scelta di non scegliere, questa decisione di non decidere, questa resa al principio di inerzia.
Carlo Cunegato
presidente del Gruppo Alleanza Verdi Sinistra in Coonsiglio regionale

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