
SANITÀ. CUNEGATO: NEL 2028 IN VENETO -21% DI INFERMIERI. 5 OSPEDALI POTREBBERO CHIUDERE
Einaudi diceva “prima conoscere, poi discutere, poi deliberare”. Mi sembra che questa classe politica, che ci governa a Roma e a Venezia, abbia rinunciato anche
Finisce il regno Zaia. Sono passati 15 anni. Sappiamo che, se pur superato da Fedriga, il consenso del nostro rimane altissimo. Ma come ha governato Zaia? Come era il Veneto nel 2010 e come è oggi? Si stava meglio allora o adesso? Una panoramica.
Partiamo dalla sanità, che rappresenta l’80% del governo regionale. Zaia ha ereditato una sanità modello, che negli anni ha contribuito a degradare. I servizi territoriali funzionavano benissimo. Oggi mancano medici di base, ad un certo punto 700mila veneti erano senza, i centri di salute mentale sono al collasso e 10mila veneti attendono un posto in casa di riposo. Le liste d’attesa infinite hanno determinato una privatizzazione selvaggia del sistema. Un diritto universale è diventato una merce. Centri privati quadruplicati, rispetto al raddoppio in Italia, con i veneti che spendono più di tutti di tasca loro. Un successo.
Zaia ha trasformato il fantastico paesaggio Veneto in una colata di cemento. Il Veneto sempre primo nella classifica Ispra del consumo di suolo degli ultimi anni. Grazie.
La regione non ha monitorato ed è intervenuta tardi nella vicenda dei Pfas Miteni. 400mila veneti hanno bevuto acqua inquinata. Fantastico.
Zaia esaltava la solidità delle banche venete, dei loro bilanci, la valorizzazione delle azioni. Frequentava i salotti buoni dei vari Zonin e soci. Nel frattempo, tra una apologia del territorio e l’altra, questi sono gli anni in cui falliscono le banche. Fallisce Veneto Banca e fallisce la Banca popolare di Vicenza. 11 miliardi di risparmi dei veneti bruciati. Solo per la Bpv 108mila famiglie perdono parte o tutto il patrimonio. Qualcuno si toglie la vita. Si diceva che i veneti si sarebbero incazzati solo se gli toccavano i soldi. Non si sono incazzati neanche questa volta. Il sistema delle banche popolari venete salta, i risparmi di una vita evaporati, ma la classe dirigente rimane la stessa, con più consenso. Inspiegabile.
In questi 15 anni le politiche industriali di Zaia sono state inesistenti. Perdiamo posti di lavoro nella manifattura per guadagnarli nel terziario turistico, dove il lavoro è precario e spesso povero. I nostri giovani emigrano, spesso in Lombardia ed Emilia Romagna, dove queste politiche si fanno. Il Veneto, pur essendo una regione ricca, ha salari bassi. Al nono posto tra le regioni italiane. Così negli anni di Zaia il Veneto crolla anche rispetto all’indice che valuta la capacità le performance dell’innovazione nelle regioni europee. Nel 2010 il Veneto era al 48esimo posto, oggi è sceso al 76esimo. Grazie. Nella valutazione dei servizi sanitari, infrastrutture e istituzioni addirittura siamo al 134esimo posto.
Infine l’unica opera di Zaia è la Pedemontana. Pagheremo mediamente 300 milioni l’anno al privato per 39 anni. L’anno scorso ne abbiamo incassati 100. Un salasso. Un’opera che doveva costare 2,5 miliardi secondo la Corte dei Conti ne costerà 12.
Sono passati 15 anni. Abbiamo un sistema sanitario sempre più privatizzato. 400mila persone hanno bevuto acqua avvelenata da Pfas. Abbiamo un territorio sempre più cementificato. Abbiamo perso il sistema delle banche del territorio. I salari sono bassi. L’indice che misura l’innovazione è crollato. L’unica grande opera del nostro è stata un travaso vergognoso dei soldi dei contribuenti veneti ai privati. Sarà per questo che tutta la stampa veneta continua a ripetere che Zaia ha amministrato bene?
CARLO CUNEGATO
portavoce de Il Veneto che vogliamo

Einaudi diceva “prima conoscere, poi discutere, poi deliberare”. Mi sembra che questa classe politica, che ci governa a Roma e a Venezia, abbia rinunciato anche

L’AUTORE Enzo De Biasi Secondo Enzo De Biasi votare Alberto Stefani significa premiare l’erede dell’Autonomia Fallita, delle promesse mancate e delle fandonie raccontate da vent’anni

La reazione della destra, anche italiana, alla vittoria di Mamdani è la fotografia della involuzione culturale e civile creata da 30 anni di egemonia neoliberista.

Carlo Cunegato, consigliere comunale di Schio e candidato alle elezioni regionali con Alleanza Verdi e Sinistra, commenta i dati della ricerca “Casa e lavoro. Quale

L’AUTORE Enzo De Biasi Secondo Enzo De Biasi, Silvio Berlusconi, imprenditore e politico, ha segnato la storia italiana con la commistione tra interessi pubblici e

Hai governato 20 anni. Un ventennio. 15 anni da Presidente della regione. 4 anni dal 2005 al 2008 come Vicepresidente. Un potere così lungo si