
VENETO: AUTONOMIA E GIUDICI DI PACE. LA LEGA LASCIA A ROMA 18 MILIARDI DI EURO.
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Zaia prova a ritagliarsi un ruolo nazionale dopo essere stato marginalizzato in Veneto nella sua stessa coalizione. Il suo nuovo “manifesto” appare come un’operazione di immagine, non certo come una proposta politica credibile.
L’autonomia resta il mito irraggiungibile che la Lega promette (e non realizza) da 35 anni, pur essendo stata al governo quasi ininterrottamente. In politica estera, Zaia parla di mediazione tra Europa e Usa mentre i governi sostenuti dalla Lega hanno accettato dazi, costi energetici insostenibili e un aumento della spesa militare che sottrae risorse ai servizi pubblici. Altro che equilibrio: è subalternità.
Sulla sicurezza, Zaia critica ciò che la destra non ha fatto pur avendo guidato il Viminale per un quarto di secolo: tra il dire e il fare c’è di mezzo la Lega. E sui giovani, dopo 15 anni di governo regionale, scopre oggi che servono casa, lavoro e formazione, mentre il Veneto perde under 35 e non riesce ad attrarne. Le vicine Lombardia ed Emilia-Romagna hanno saldi migratori giovanili positivi, +114 mila e +82 mila ragazzi. Il Veneto ne perde 12 mila: un confronto impietoso.
Infine, i diritti civili: Zaia si dice liberale, ma resta in un partito che ospita dirigenti misogini e omofobi e che osteggia sistematicamente ogni avanzamento sui temi etici. Non si può essere per i diritti e restare nella Lega.
Carlo Cunegato
capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra nel Consiglio regionale del Veneto

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