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CONSIGLIO COMUNALE INFUOCATO A MONTECCHIO MAGGIORE: VIA LIBERA ALLA CONVENZIONE PER L’IMPIANTO VACCARI TRA POLEMICHE E DURE CONTRAPPOSIZIONI

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MONTECCHIO MAGGIORE — Seduta ad alta tensione quella del Consiglio comunale svoltosi ieri sera. Al centro del dibattito, seguito da un folto pubblico in sala, c’è stato il punto cruciale relativo allo schema di convenzione presenta e che sarà sottoposta alla ditta Vaccari per la gestione dell’impianto di conglomerato bituminoso in via Gualda. Un provvedimento che ha spaccato l’aula, dividendo la maggioranza e le opposizioni tra le ragioni della tutela ambientale e la realpolitik amministrativa.

Il nodo della convenzione e la difesa della maggioranza

In apertura, l’amministrazione comunale — attraverso l’intervento del dirigente arch. Sabrina Crivello e dell’avvocato Callegari — ha ripercorso la complessa vicenda giudiziaria e normativa degli ultimi anni. È stato ricordato come, a fronte dei contenziosi vinti dal Comune ma dei vincoli imposti dalla legge regionale che individua le ex cave come siti preferenziali per tali impianti, il rischio concreto fosse quello di subire l’attività senza alcuna contropartita.

La convenzione approvata punta dunque a imporre paletti rigidi: una durata massima di 15 anni, opere di mitigazione ambientale (tra cui la realizzazione di un nuovo argine alberato e l’inversione del senso di marcia dei mezzi), un sistema di sanzioni immediate in caso di violazioni, controlli supplementari semestrali finanziati dalla ditta ma scelti dal Comune, e un contributo economico annuo di 50.000 euro vincolato alla manutenzione delle strade. Una linea sostenuta con forza anche da parte della maggioranza e che lo stesso Consigliere di Minoranza Maurizio Scalabrin ha definito un “salvagente” necessario per evitare scenari peggiori, come l’eventuale spostamento dell’impianto a ridosso dell’area industriale.

La spaccatura in aula e le critiche dell’opposizione

Di avviso totalmente contrario altri consiglieri di minoranza della Lega e di Fratelli d’Italia, Maurizio Meggiolaro e Ancilla Cavaggion, che hanno duramente criticato la scelta dell’amministrazione. Nel corso del dibattito è stato evidenziato come l’insediamento di un’attività industriale insalubre in piena zona agricola rappresenti un controsenso urbanistico e un pericolo costante per la salute e la vivibilità dei residenti di via Gualda e del residence limitrofo.

Le opposizioni hanno puntato il dito contro l’inversione di rotta rispetto agli anni passati, chiamando in causa i consiglieri di maggioranza un tempo paladini dell’ambiente e oggi invece favorevoli a un provvedimento ritenuto dannoso per il territorio e la popolazione.

La replica del consigliere Pierangelo Carretta ha evidenziato come, dopo un anno di lavoro, gli accordi raggiunti dall’Amministrazione permettano di evitare di subire un’attività priva di regole, dal momento che la ditta possiede già i permessi di legge. Sulla stessa linea Maurizio Scalabrin, presidente della Commissione Ambiente, che ha seguito da vicino l’intera vicenda: discostandosi dalle posizioni dell’opposizione, ha definito la convenzione la scelta migliore in quanto “severa e cautelativa nei confronti degli interessi della popolazione, dei residenti del residence e dei lavoratori”, stigmatizzando il ricorso a polemiche e a proposte irrealizzabili come i referendum, incapaci di modificare i pareri autorizzativi di Provincia e Regione.

Il voto finale

Nonostante le proteste del pubblico — richiamato all’ordine dal Presidente del Consiglio Giorgio Storti e dal sindaco Silvio Parise, il quale ha ricordato che la ditta Vaccari dà lavoro a circa trenta persone e alle loro famiglie, chiedendo rispetto per il lavoro svolto dalla Commissione —, la delibera sulla convenzione e la sua immediata esigibilità sono state infine approvate, con il voto contrario di Lega e Fratelli d’Italia e l’astensione del consigliere Marco Peruzzi.

Si chiude così un capitolo giudiziario e amministrativo tra i più discussi degli ultimi anni, lasciandosi dietro strascichi polemici che continueranno a far discutere la città e soprattutto i residenti di un residence La Gualda.

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