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CONFCOMMERCIO. IL PRESIDENTE PICCOLO: CEDOLARE SECCA E RILANCIO DEI NEGOZI DI PROSSIMITÀ PER CONTRASTARE LE CHIUSURE

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Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza (nella foto), commenta i dati diffusi da Nomisma, secondo i quali la provincia di Vicenza ha registrato la chiusura di oltre 1.300 negozi al dettaglio tra il 2015 e il 2025, una situazione in linea con un trend che ha visto oltre 85 mila negozi chiudere a livello nazionale e 9.952 in Veneto.
“I dati diffusi dalla ricerca Nomisma-Percorsi di Secondo Welfare – dichiara il presidente – impongono una riflessione seria da parte delle Istituzioni, a tutti i livelli. Perché la perdita di negozi, soprattutto quelli di vicinato, non rappresenta solo un danno economico per i territori, ma è chiaramente anche una perdita sociale per tutto ciò che il commercio rappresenta nelle nostre città e nei nostri paesi”.
La ricerca ha evidenziato l’aumento dei canoni di locazione: in provincia di Vicenza l’aumento del costo degli affitti avrebbe superato il 20% dal 2015. “Di certo – è l’analisi di Nicola Piccolo – i canoni commerciali hanno subito negli anni una dinamica in controtendenza rispetto all’andamento economico del settore commercio e questo ha due conseguenze: da un lato affitti non più sostenibili soprattutto per quei negozi che operano in comparti attualmente più in difficoltà, come il tessile abbigliamento e le calzature, dove il calo degli incassi si fa più sentire; dall’altro negozi che rimangono chiusi, non perché non ci siano imprenditori interessati a riaprire, ma perché il canone di partenza è troppo elevato”.
Una soluzione auspicata da Confcommercio è fiscale: “un grande aiuto arriverebbe dall’introduzione della norma sulla cedolare secca per gli affitti commerciali rivolta a tutti quei proprietari che tagliano i canoni di locazione. Ridurre il peso fiscale che grava sugli immobili, legandolo ad un vantaggio per gli affittuari diventa oggi ancor più cruciale, anche a fronte dell’aumento delle spese fisse che gravano sulle imprese, dai costi energetici a quelli dei trasporti”.
“Serve un piano generale di rilancio del commercio di prossimità – aggiunge il presidente -, che comprenda incentivi, soprattutto a sostegno delle attività collocate in aree periferiche, pensiamo ai quartieri e ai piccoli paesi; investimenti per la rigenerazione urbana di città e paesi; politiche integrate per la riapertura dei negozi sfitti. La Regione Veneto ha fatto molto sul fronte dei Distretti del Commercio e molto può ancora fare, contiamo si lavori in modo ancor più deciso su questi fronti”.
Piccolo conclude ricordando i segnali positivi che si registrano nel comparto a livello provinciale: “gli stessi dati Nomisma evidenziano un aumento degli occupati nel settore e questo è un segnale chiaro che le aziende si stanno rinnovando e strutturando, diventando sempre più solide. Alcuni negozi chiudono, dunque, ma chi rimane si ingrandisce, assume personale, va a coprire gli spazi di mercato lasciati liberi”.

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