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CONFCOMMERCIO. IL PRESIDENTE PICCOLO ATTACCA LA GIUNTA: NON C’È VISIONE DELLA CITTÀ, SOLO INTERVENTI SPOT

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Un forte intervento politico del presidente di Confcommercio Vicenza Nicola Piccolo ha movimentato il ponte del 2 giugno con i connotati di una molto anticipata apertura della campagna elettorale in vista delle elezioni del 2028. Si tratta, infatti, di un duro ed esplicito attacco alla amministrazione comunale, accusata di non avere una visione del futuro della città e di tirare avanti con azioni spot.
In un comunicato Piccolo scrive: “i progetti di riqualificazione e riuso di spazi in città, in parte realizzati, altri annunciati e altri ancora da definire, sono certamente importanti, e non solo nel centro storico, poiché delineano nuove opportunità abitative e lavorative e aumentano la frequentazione delle zone riqualificate. Tuttavia, restano tasselli di un puzzle che dovrebbe ricomporre l’idea della Vicenza che vogliamo, ma che non si riesce ancora a riconoscere, nonostante il lavoro fatto sul Masterplan 2030 e le indicazioni emerse dal Piano di Marketing redatto e consegnato all’Amministrazione da Confcommercio Vicenza”.
“Questo modo di operare per singoli interventi e non con una programmazione unitaria, ci vede molto preoccupati – aggiunge Piccolo -. A maggior ragione oggi con i nodi della TAV e del BRT che stanno venendo al pettine. Serve, senza dubbio, delineare una strategia riconoscibile nei contenuti e nella sequenza delle realizzazioni, secondo una scala di priorità e funzionalità, che deve necessariamente comprendere la rete commerciale di prossimità, la mobilità e i parcheggi, tutti elementi essenziali per orientare le scelte dei tanti operatori del commercio e del turismo che su questa città stanno investendo e intendono continuare a farlo in futuro”.
Uno dei nodi del malcontento dei commercianti è la viabilità: “in un territorio a bassa densità insediativa ed alta dispersione delle attività economiche, come quello di Vicenza la mobilità privata è ineliminabile, in quanto la componente della clientela dell’esercizio commerciale di prossimità, che utilizza il mezzo privato, resterà decisiva per la sostenibilità economica dell’esercizio stesso”.
“Determinate scelte urbanistiche – conclude Piccolo -, ma anche di viabilità della città, possono innescare fenomeni di chiusura o abbandono delle attività commerciali, compromettendo gli sforzi comuni per migliorare la città. Insicurezza, microcriminalità, riduzione del decoro urbano e perdita di valore degli immobili residenziali sono tutte potenziali conseguenze di città poco fruibili e poco vivibili. Per questo chiediamo ancora una volta di inquadrare gli interventi in una visione d’insieme, che è fondamentale e necessaria: serve una strategia più generale che contempli la qualità della residenza, l’accessibilità e la funzionalità delle attività economiche, la valorizzazione delle specificità dei luoghi; una visione che presuppone scelte organizzate lungo un percorso di priorità che gradualmente conducono ad una città migliore senza perdersi nessuno per strada”.

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