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CONCOMMERCIO VICENZA: I PREZZI DI ENERGIA E GAS A LIVELLI PREOCCUPANTI

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I prezzi dell’energia stanno raggiungendo in questi giorni livelli preoccupanti. La denuncia è di Confcommercio Vicenza in una nota diffusa l’11 agosto.
L’effetto si vedrà presto in bolletta – annuncia l’associazione -, con le imprese chiamate ad affrontare un ulteriore aumento dei costi. I dati parlano chiaro, il PUN (Prezzo Unico Nazionale) riferito all’energia elettrica ha toccato, nella media di questi primi 10 giorni di agosto, i 182 euro per megawattora: a gennaio si era a 132 euro, con un aumento del 37,9 per cento. Solo un anno fa, ad agosto 2025, la media si attestava a 108 euro.
Confcommercio spiega che anche sul gas cresce l’allarme: la quotazione PSV di luglio ha raggiunto quota 59,99 centesimi di euro al metro cubo e la media 2026 si aggira attorno ai 48 centesimi di euro, contro i 40 registrati nel 2025. Se a questo aggiungiamo il picco raggiunto nei prezzi dei carburanti, ben si comprende la preoccupazione delle imprese, in particolare, per quanto riguarda il Terziario, quelle dove i consumi energetici incidono di più sui bilanci, come la ristorazione, l’alberghiero, le attività di pasticceria e panetteria, l’ingrosso e il dettaglio alimentare. 
Massimo Chiovati, vicedirettore di Confcommercio Vicenza e responsabile anche dello Sportello Energia dell’Associazione, propone una prima soluzione: “è necessario intervenire urgentemente sugli oneri di sistema presenti in bolletta, in primo luogo sulla componente Asos, ovvero l’onere per il sostegno delle energie da fonti rinnovabili. Questa voce incide sulle fatture delle utenze in bassa tensione non domestiche, che riguardano principalmente le imprese del commercio, del turismo, dell’artigianato, per oltre 31 euro al Mwh, circa il 16% del prezzo medio della materia prima di agosto”.
Invece si sta andando nella direzione opposta: “dallo scorso 1 luglio – spiega Chiovati-, Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ha previsto, dopo la riduzione effettuata nel 2° trimestre 2026 in attuazione delle disposizioni del Decreto Bollette, un primo adeguamento al rialzo di questa componente tariffaria, per far fronte allo squilibrio finanziario, in quanto il gettito annuo è inferiore agli oneri legati alle misure di incentivazione delle fonti rinnovabili. Considerato che le utenze in bassa tensione e le medie tensioni non energivore sono le prime contribuenti della componente Asos, è quanto mai urgente un nuovo intervento del Governo volto alla riduzione strutturale di questa componente, anche valutando soluzioni con interventi sulla fiscalità generale”.
Per Confcommercio, poi, andrebbe anche introdotta, a vantaggio delle imprese, la misura del credito d’imposta per far fronte ai maggiori costi energetici sostenuti in questi mesi, così come avvenuto in occasione della crisi energetica del 2022 e 2023.

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